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Polizia ferroviaria - 27enne sulla ferrovia Roma-Viterbo - Interviene il comitato dei pendolari di Vetralla

Scende da treno in corsa e muore

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Tragico incidente sulla ferrovia Roma-Viterbo.

Nella serata di mercoledì 26 maggio, un ragazzo di 27 anni, Luca Lecca, originario di Bracciano, è morto dopo essere sceso da un treno in corsa.

Erano circa le 19. Il ragazzo aspettava che il convoglio si fermasse, come di consueto, per fermare a Manziana. Ma il treno non ha neppure rallentato. E così, il 27enne, per scendere, ha aperto la portiera con l’apposito pulsante.

Appena prima di scendere, però, ha urtato la testa contro un palo, che si trovava in prossimità dei binari. La velocità alla quale sfrecciava il treno ha reso l’impatto violentissimo, al punto che, per il giovane, non c’è stato niente da fare.

Inutile ogni tentativo di rianimarlo. Il ragazzo è morto.

Sul posto, oltre ai soccorsi, sono giunti gli agenti della polizia ferroviaria di Viterbo.

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta al direttore Trasporto regionale Trenitalia – Egregio direttore Aniello Semplice,

tristemente le riferisco queste considerazioni che da mercoledì circolano tra di noi pendolari.

Com’è stato possibile che un ragazzo di 27 anni si sia potuto gettare da un treno in corsa? Un atto scellerato, l’incoscenza di un giovane, la maledetta fretta che tutti abbiamo di ritornare a casa.

Cosa può essere girato per la testa a quella persona non lo possiamo più sapere.

Ma possiamo veramente chiudere questa storia con un “se l’è cercata lui”?

Tutto sembra già dimenticato, come dimenticata è la storia dell’altra persona che alcuni mesi fa a San Filippo Neri fu sfracellata trascinata per il braccio bloccato nella porta del treno.

Ora però mi permetta di chiederle: com’è possibile che si possano azionare le maniglie di apertura delle porte quando su un treno in corsa a oltre 70 chilometri orari senza l’automatico blocco del treno stesso?

Com’è possibile che il personale in cabina non si accorga di viaggiare con le porte aperte o non perfettamente chiuse? Come funzionano i sistemi di sicurezza sui nostri treni?

Non è per inutile polemica che facciamo queste domande, ma solo per capire e per tornare ad avere quella fiducia e quella tranquillità di viaggiare sui treni da voi gestiti. Che ora non c’è più…

Su un vero treno metropolitano non credo sia possibile aprire le porte in corsa e tantomeno partire con le porte non perfettamente serrate. Ci sarebbero tragedie tutti i giorni.

Sono domande inopportune? Non lo so… Ma credo che sia veramente ora di fermarci a riflettere e recuperare quell’affidabilità che una volta era il vanto della vostra azienda e per non dar più spazio al cinismo di questa società che liquida episodi così gravi con un “meglio a lui che a me!” perché si è arresa, impotente, all’andazzo generale.

Le confermo che per ora stiamo raccogliendo e tenendo traccia degli episodi gravi inerenti la sicurezza della linea.

Cordiali saluti e grazie della consueta attenzione.

Aldo Perazzi
Comitato spontaneo pendolari di Vetralla


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29 maggio, 2010

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