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Viterbo - Partito democratico - Interviene Francesco Chiovelli

Perché Egidi è cosa buona e Panunzi no?

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Riceviamo e pubblichiamo – C’era una volta…, ma non è una fiaba, un tale di nome Mani (216-277 d.C.) o Manicheo, come fu chiamato in occidente, fondatore di una dottrina i cui seguaci sono (cito testualmente il vocabolario Treccani) “persone che nel giudicare atteggiamenti, opinioni, situazioni ritengono di poter formulare giudizi secondo una opposizione radicale di vero e falso, bene e male, senza offrire alternative né ammettere sfumature e ritenendo di essere sempre e comunque dalla parte del giusto e del vero”.

Ebbene vi confesso che mai come in questo congresso appena concluso, ma non ancora in maniera definitiva, ho incontrato tanti manichei dentro il mio partito.

Personalmente sono convinto che questa vecchia, rigida e semplicistica concezione del mondo che divide categoricamente gli uomini in giusti ed ingiusti, buoni e cattivi, sia fondamentalmente ottusa e razzista e che, chi la pratica, sia aprioristicamente e pregiudizialmente portato ad escludere anziché a cercare di capire.

Sicuramente è un atteggiamento di certi compagni di viaggio dell’ex P.C.I. che, negli anni ’60-’70 teorizzavano la superiorità ideologica del comunismo rispetto alle altre “religioni” o addirittura si spingevano oltre fino ad affermare che nell’Urss si stava meglio che in Italia.

Poi la Storia, maestra di vita, ha fatto il suo corso.

Tornando a noi, non capisco perché tifare per Egidi o Dinelli è cosa buona e giusta, mentre votare per Panunzi (Bersaniano tra l’altro) o per Ricci (ottimo vice-capogruppo al Comune di Viterbo) è un reato politico e soprattutto un fatto eticamente esecrabile, essendo questi ultimi vicini a Fioroni (come se gli altri due fossero distanti anni-luce da Sposetti e Parroncini).

Cari amici – compagni democratici… così non si va da nessuna parte.

Francesco Chiovelli
Segretario circolo Pd Grotte S. Stefano


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30 novembre, 2010

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