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La denuncia dell'ex magistrato Imposimato, durante un'iniziativa a Corchiano

Nella Tuscia amministratori collegati con i Casalesi

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Ferdinando Imposimato

Ferdinando Imposimato

– Gomorra non sarebbe così lontana. Quel viaggio intrapreso da Saviano nel suo primo libro potrebbe aver qualche sfondo nella Tuscia.

A raccontare questo possibile scenario l’ex magistrato Ferdinando Imposimato.

Domenica 3 aprile a Corchiano durante la XVI giornata della memoria e dell’impegno per le vittime delle mafie, l’ex magistrato è stato intervistato dal giornalista Curzio Maltese su come e quanto le mafie possano essere infiltrate anche nel Lazio.

Imposimato non ha molti dubbi. “La mafia si infiltra quando c’è disponibilità degli amministratori locali. Come accade qui, so che c’è qualche amministratore nel territorio della provincia di Viterbo collegato con i Casalesi, fatto molto grave”.

Un macigno che cade sulla testa di un territorio che, fino a poco tempo fa, si riteneva immune da simili infiltrazioni.

“Le mafie – dice Imposimato – sono penetrate negli affari immobiliari, i più famosi locali di via Veneto a Roma sono stati comprati dalla ‘ndrangheta. Gli investimenti sono fatti grazie a imprese insospettabili, che hanno investito anche qui in provincia di Viterbo. Imprese di copertura della mafia”.

E ancora le mafie “sono entrate nei servizi pubblici, smaltimento rifiuti, mass media. Non c’è attività lucrosa – dice ancora – dove la mafia non abbia messo radici. Anche qui in provincia di Viterbo sicuramente ci sono dei miei compaesani della provincia di Caserta, i Casalesi, che sono pericolosissimi e sono quelli di cui parla Roberto Saviano in Gomorra”.

Ma come si fa a combatte una cosa simile? Secondo Imposimato è necessario “creare allarme sociale e mobilitarsi”. Sarebbe anche necessario, forse, che il magistrato campano denunci nelle sedi opportune chi è collegato con i Casalesi.


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5 aprile, 2011

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