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Tempo pieno - Luisa Ciambella dopo l'incontro dei genitori con l'assessore comunale

Fattorini il temporeggiatore

di Emma Sanna

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-“Si fa moina, ma non si vuole risolvere il problema. L’unica soluzione è avere almeno 50 docenti in più”.

Senza giri di parole, va dritta al sodo Luisa Ciambella, consigliere comunale (Pd), portavoce del movimento che sta prendendo piede a Viterbo per il mantenimento del tempo pieno nella scuola primaria.

Ieri un sit-in di mamme e bambini ha accompagnato e sostenuto la delegazione di genitori guidata da Antonella De Cicco, e ricevuta dall’assessore alla Pubblica istruzione Massimo Fattorini.

I genitori chiedono che venga garantito il tempo pieno nella scuola pubblica. L’assessore Fattorini chiede loro di fornirgli i dati precisi sul numero di bambini che hanno richiesto il tempo pieno.

“E’ una richiesta anomala – risponde Luisa Ciambella -. E’ un dato difficile da reperire, vista la presenza di classi fantasma. Inoltre non è sensato che un assessore chieda ai genitori dati di cui lui dovrebbe poter disporre. E’ solo un modo per aggirare il problema”.

L’assessore Fattorini, nell’incontro di ieri si sarebbe inoltre impegnato a rispondere all’interrogazione presentata da Luisa Ciambella lo scorso 2 maggio nel prossimo consiglio comunale, in programma per il 30 maggio. Consiglio, nel quale renderà noti i dati del Provveditorato agli studi.

“L’assessore – spiega la Ciambella – era a conoscenza del problema fin dai primi giorni di aprile. Il 2 maggio è stato chiamato a rispondere alla mia interrogazione in consiglio comunale e non l’ha fatto. Dopo due settimane riceve i genitori e dice sta aspettando i dati dal Provveditorato. Quanto andrà ancora avanti?”

Fattorini si sarebbe inoltre dichiarato disponibile a chiedere altri docenti, qualora i dati ne evidenzino la necessità.

“Poche chiacchiere – continua la consigliera -. E’ evidente che la tendenza è quella di trasformare il tempo pieno in tempo lungo. A causa dei tagli, si riducono le ore e si riducono gli insegnanti a tappabuchi, a discapito della didattica e della programmazione, perché in queste condizioni non c’è tempo per pianificare le attività dei bambini.

Ma rientra tutto nelle linee della Gelmini. Azzerare le ore di programmazione e azzerare le ore di compresenza per far prevalere il maestro unico, con l’obiettivo finale di demolire la scuola pubblica”.


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18 maggio, 2011

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