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Provincia - Studenti ricevuti da Meroi - Si pensa a uno scambio con il Paolo Savi

Ruffini, in piazza per una sede dignitosa

di Giuseppe Ferlicca

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– Lo spezzatino Ruffini ha stancato.

Il liceo scientifico di Viterbo spalmato su tre sedi rappresenta un disagio “storico” per studenti e professori, che hanno deciso di scendere in piazza e farsi sentire.

Con un corteo di circa trecento studenti che ha attraversato tutta la città finendo in Provincia.

Dove il presidente Marcello Meroi e l’assessore Giuseppe Fraticelli li hanno ascoltati, ma per una soluzione bisognerà aspettare almeno martedì della prossima settimana.

Quella proposta, dividere gli studenti tra l’Ipsia di piazza Dante e l’attuale sede, non è piaciuta molto.

La sola valida alternativa è uno scambio tra Paolo Savi (che a quel punto sarebbe diviso in due tra Ipsia e Ruffini) e Scientifico che si sposterebbe in blocco nella sede di Ragioneria. La legge dei grandi numeri. Perché lo Scientifico ha 36 classi, 800 alunni e un trend in crescita, mentre Ragioneria 28 classi e 500 alunni ed è suddiviso in più indirizzi.

Soluzione transitoria, visto che la nuova sede per lo Scientifico, nonostante la giunta Meroi stia portando avanti il progetto e abbia investito molto in edilizia scolastica, rimane un miraggio.

I tredici milioni di euro necessari vanno trovati, tra l’altro, vendendo l’attuale edificio che ospita i vigili del fuoco, ma alla nuova caserma sulla Cassia Nord i lavori sono fermi e il ministero non ha i soldi per il secondo lotto.

Quindi non si può vendere la vecchia caserma, quindi non ci sono i soldi, quindi il nuovo liceo può tornare (almeno nell’immediato) nel cassetto dei sogni. Quindi i disagi degli studenti restano. Sia che frequentino lo scientifico, sia che frequentino il Savi (se avverrà lo scambio).

E’ il gioco della torre. Qualcuno va buttato giù. Sacrificato. Dal fronte scientifico nessuno se la sente, tra professori e studenti di chiedere lo scambio col Savi.E nemmeno lo vorrebbero, ma la loro scuola è la più numerosa e con unico indirizzo, mentre in plessi più grandi convivono più indirizzi. All’Itis c’è anche la scuola alberghiera, a ragioneria anche geometri. La palla passa alla Provincia. “Vi pagano per questo – dice a microfono uno studente – per decidere”.

Prima di arrivare a palazzo Gentili, gli studenti in corteo hanno attraversato la città. Dal Ruffini passando per piazza delle Erbe, Corso Italia, Via Marconi, piazza del Plebiscito. “Ci avevano detto – dice al megafono Tokunbo Oguntimirin – che non ce l’avemmo fatta, da 40 anni la situazione è la stessa, invece ci siamo. Siamo costretti su tre sedi. Come mai per altri istituti si sono trovate soluzioni e non per noi? Oltretutto, il nuovo liceo non ci sarà mai”.

Gabriele Perfetto è rappresentante d’istituto. “La cosa assurda – spiega – è che io, studenti di prima e seconda non li ho mai visti, perché stanno altrove”. Senza contare i disagi per i professori al cambio dell’ora o per la collocazione degli uffici amministrativi.

Ma è nella sala conferenze della Provincia che il dibattito s’infiamma, con un continuo botta e risposta tra studenti e professori da una parte, Meroi e Fraticelli dall’altra. La soluzione della Provincia, ridurre da tre a due le la divisione (Ruffini e Ipsia), non piace.

All’amministrazione pare un’idea intelligente, gli studenti la reputano furba. L’assessore Fraticelli rispedisce l’aggettivo al mittente.

Gli studenti vogliono che sia la Provincia ad avanzare la proposta. “Abbiamo fatto diverse riunioni – spiega la vice preside Moncelsi – ma non si andava da nessun parte, oggi siamo qua”. Soluzione cercasi disperatamente.

“In ogni caso – interviene il presidente Meroi – Ragioneria dentro lo Scientifico non ci sta. Quindi, se si reputa che dopo tanti anni il disagio sopportato da chi frequenta lo scientifico debba passare ad altri, si avanzino proposte.

Noi dobbiamo dare risposte in un mese e mezzo, durante la pausa estiva, optando per la soluzione più valida.

Martedì prossimo ci riuniremo per formalizzare un accordo condiviso, abbiamo già effettuato un sopralluogo per reperire nuovi locali da destinare all’Ipsia (che per Ragioneria o Scientifico, comunque sarà spostata ndr) in un edificio che è stato anche scuola in via Cesare Pinzi”.

Intanto, la campanella può suonare.


Meroi e Fraticelli hanno incontrato gli studenti del “Ruffini”

Il presidente Marcello Meroi e l’assessore con delega all’edilizia scolastica Giuseppe Fraticelli hanno incontrato questa mattina a Palazzo Gentili gli studenti del liceo scientifico “Paolo Ruffini” di Viterbo che hanno manifestato per chiedere la realizzazione del nuovo edificio.

Presidente e assessore non hanno mancato di stigmatizzare il metodo scelto dai ragazzi, dal momento che l’amministrazione, fin dal primo momento, ha avviato un confronto costruttivo basato sul dialogo e la concertazione, con l’obiettivo di trovare una soluzione condivisa che possa migliorare la situazione degli studenti fino ad oggi dislocati in tre diversi immobili con tutti i disagi conseguenti.

“Purtroppo – ha ribadito Meroi – la realizzazione del nuovo liceo scientifico nel breve termine non è fattibile. Servono 13 milioni di euro che la Provincia intendeva recuperare vendendo l’attuale sede del Ruffini più l’immobile dove attualmente è collocata la caserma dei Vigili del Fuoco. Il problema è che il Ministero dell’Interno non ha i soldi per finanziare il completamento della nuova caserma, quindi al momento ci vengono a mancare oltre sei milioni che avevamo previsto di incamerare con l’alienazione della vecchia struttura. Siamo stati dunque costretti a trovare soluzioni alternative”.

L’assessore Fraticelli ha poi aggiunto: “La realizzazione del nuovo liceo resta comunque una priorità strategica. Basti pensare che siamo stati noi a portare a compimento l’iter della progettazione e lo abbiamo fatto perché ci crediamo. La volontà politica resta, purtroppo mancano le risorse che cercheremo comunque di recuperare”.

Per ciò che riguarda il prossimo anno, la soluzione prospettata dalla Provincia è quella di liberare l’attuale sede dell’Ipsia presso l’immobile di Piazza Dante e trasferire qui parte del Ruffini. In questo modo l’istituto sarebbe dislocato su due soli immobili a fronte dei tre attuali. “E’ chiaro che questa non è un’ottima soluzione – hanno spiegato Meroi e Fraticelli – ma è la migliore possibile allo stato attuale. Questa mattina siamo andati a fare un sopralluogo in una scuola in disuso da anni in via Cesare Pinzi. I nostri tecnici ci hanno garantito che è in condizioni tali da poter ospitare le classi dell’Ipsia”.

Durante la discussione i toni si sono fatti in parte accesi: “La Provincia di Viterbo – ha risposto a tono Fraticelli – è sensibile al problema e lo sta dimostrando. Qui nessuno sta facendo il furbo, anche perché abbiamo voluto noi il confronto. Avremmo potuto tranquillamente decidere da soli visto che la competenza è nostra e nessuno ci obbliga a condividere le nostre scelte con studenti e insegnanti.

Ma questo non è il nostro metodo di lavoro, infatti stiamo cercando di trovare una soluzione largamente condivisa. Le proposte sono tante, tutte ottime, ma poi dobbiamo confrontarci con la realtà. E non sempre è possibile, purtroppo, tradurre le proposte in atti concreti. Ce la stiamo mettendo tutta. L’edilizia scolastica – ha concluso Fraticelli – è il settore dove questa Amministrazione intende investire di più”.

Meroi e Fraticelli hanno infine assicurato che a partire dalla prossima settimana torneranno ad incontrare studenti e professori per un nuovo costruttivo confronto e per valutare insieme la fattibilità delle proposte che arriveranno dalla scuola.


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9 maggio, 2011

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