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Lettere al direttore - La consigliera Luisa Ciambella propone una petizione - Raccolta di adesioni su Facebook

Scuola, difendiamo il tempo pieno

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Luisa Ciambella

– Riceviamo e pubblichiamo – Caro direttore,

le scrivo per chiedere uno spazio dedicato sul suo giornale online per fare in modo che si possa affrontare compiutamente un tema fondamentale per la nostra comunità come il modulo del tempo pieno che, come certamente saprà, è stato azzerato per tutte le classi prime per il prossimo anno scolastico.

La sua proverbiale disponibilità nel sostenere “battaglie di civiltà”, mi ha spinto a scriverle.

Oggi il problema del mancato tempo pieno investe diverse centinaia di famiglie della nostra Provincia, nel mio sentire, ma credo di non essere la sola, assume un significato più profondo, lo considero un altro passo verso la demolizione della scuola pubblica.

Non scrivo solo come consigliere comunale di opposizione ma soprattutto come mamma di due bimbi, non ancora scolarizzati, che insieme ai loro coetanei e rispettivi genitori corrono il serio rischio di perdere questa opportunità come scelta formativa.

Ho presentato un’interrogazione all’assessore competente su questo tema, sto aspettando una risposta che tarda ad arrivare e che è stata preceduta da quella del provveditore agli studi Marinelli.

Il quale ha confermato la soppressione del tempo pieno in tutta la Provincia e che tutto è scaricato sulla buona o cattiva volontà dei dirigenti scolastici che in base alla loro pianificazione del lavoro possono, ove possibile, mantenere il tempo pieno.

Tutti, secondo i nostri ruoli, dobbiamo avere una sola paura quella di perdere la scuola pubblica.

Se ognuno di noi, amministratori compresi, riuscissimo su temi come questo a non seguire logiche di parte ma a dire le cose per quello che sono, si potrebbe veramente raggiungere l’obiettivo e mantenere questa opportunità.

Dal mio punto di vista, non credo ci sia la necessità di demolire strumentalmente tutto ciò che di nuovo il ministro Gelmini ha inserito nella scuola, ognuno ha la sua personale convinzione, ma su questioni fondamentali come la scelta educativa dei nostri figli nessuno deve avere la possibilità di abbassare la testa e di dire, strumentalmente, che tutto si risolverà a luglio con l’organico di fatto. Chi continua a sostenere questo è consapevole, oggi, delle falsità che sostiene.

E’ noto come il contingente dei docenti assegnato alla nostra provincia per il prossimo anno scolastico dall’ufficio Scolastico regionale sia pari a 885 unità. Quello per l’anno in corso, che ha mantenuto il tempo pieno, seppure con notevoli difficoltà, è di 936. I 51 docenti mancanti su scala provinciale, nell’intimo tutti sanno, che non potranno essere rimpiazzati a luglio con l’organico di fatto o sottraendo, cosa non meno grave, qualche ora alla lingua inglese. Viterbo e Rieti sono le uniche province del Lazio restate orfane di questo servizio.

Ne dobbiamo essere consapevoli. E’ per questo che mio desiderio ma credo di interpretare il sentimento di tutta la comunità è di metterci, sulle questioni fondamentali, tutti dalla stessa parte.

Sono certa che l’assessore alla pubblica istruzione comunale e provinciale in primis, insieme a tutta la forza in termini di rappresentanza e rappresentatività del nostro sindaco Marini, del nostro presidente della provincia Meroi oltre che dei nostri parlamentari eletti nella nostra circoscrizione, hanno un “potere contrattuale” nelle sedi decisionali che certamente sapranno far valere. Rivendicando un servizio faticosamente ottenuto e che non dobbiamo assolutamente perdere.

Le chiederei, direttore, di poter lanciare una petizione virtuale in difesa della scuola pubblica tutta e del modulo del tempo pieno. Che possa aiutare i nostri amministratori di maggioranza a far valere le ragioni di una causa così importante.

Nello spazio, che spero dedicherà al tema, auspico si possano socializzare idee e diffondere le notizie in tempo reale sul modulo a tutte le famiglie e agli operatori della scuola anche in provincia.
Infatti, una delle difficoltà che si incontrano è quella di avere notizie.

Non perdere il tempo pieno è anche un modo per agevolare l’inserimento al lavoro della donna, che in alternativa, non avendo la possibilità di ricorrere a baby-sitter o scuole private, specialmente se svolge un lavoro poco remunerato, sarebbe tentata di rinunciarci e restare a casa.

Costringendo la famiglia, oltre al suo personale sacrificio, a contare su un bilancio più modesto che si traduce in minori possibilità di prospettiva per i figli.

Questa, direttore, a mio avviso è una “battaglia pacifica di civiltà”.
Certa della sua collaborazione,
Le auguro un buon lavoro.

Luisa Ciambella


Il testo della petizione

Difendiamo il tempo pieno, insieme tuteliamo la nostra scuola pubblica.

Le prime classi elementari non possono essere derubate del modulo del tempo pieno per il futuro. Al momento non ci sono soluzioni serie intraprese e ufficializzate dall’Ufficio scolastico regionale.

E’ compito di ogni cittadino intraprendere una battaglia di civiltà come questa, in difesa del tempo pieno ma anche e soprattutto in difesa della scuola pubblica.

Il futuro della nostra società passa dalla scuola pubblica, fatta salva la possibilità di scegliere di ognuno, questa resta l’unica garanzia per non scivolare verso la fine della libertà e della democrazia e per garantire pari opportunità di crescita a tutti.

Per impedire che si scoraggi l’inserimento della donna nel mondo del lavoro.

Per rispondere ad un nostro preciso dovere:quello di difendere la Scuola Pubblica.

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10 maggio, 2011

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