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Viterbo - Il consiglio comunale approva all'unanimità la mozione di Luisa Ciambella

Tempo pieno, cinque insegnanti in più alle scuole

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Luisa Ciambella

Ore 19.00 – “Mi sento già impegnato a portare a casa il risultato”. E’ la replica sul tempo pieno da parte del sindaco Marini. “Ho fato piena disponibilità per dare corso alle richieste che sono arrivata – osserva il primo cittadino – dando piena garanzia a chi ha posto al centro dell’attenzione l’argomento.

La mia disponibilità è totale e mi auguro che il tema non divida o che faccia emergere altro che nulla ha a che fare con l’argomento centrale.

La maggioranza è impegnata fin da ora per dare le strutture che ad esempio a Santa Barbara servono. Se finora non sono state fatte, non è colpa mia”.

La mozione del consigliere Ciambella passa all’unanimità, accogliendo modifiche richieste dalla maggioranza, come il riferimento al fatto che Giulio Marini si faccia promotore per il Comune, mentre la Provincia si farà promotrice di coordinare tutti i comun. Perché in ogni caso l’assegnazione d’insegnanti viene fatto su scala provinciale. Smussati alcuni punti in cui si facevano riferimenti decisi verso il ministro Gelmini, senza modificare sostanzialmente l’impianto del documento.


 

ore17.45 –

Il tempo pieno è un diritto. Invece il meccanismo che si sta innescando è che la scuola pubblica non l’abbiano più.

L’assessore Fattorini si sta impegnando, ma deve capire che la politica non è fuori, la politica determina queste scelte”.

Quindi tocca a Fracassini (Pdl). Che fa una battuta, ma non tanto. “Io abolirei la riforma fin qui fatta e sarei per la riforma Gentile”.

Sul tempo pieno: “C’è una legge che lo prevede quindi sollecitiamo l’assessore affinché ci sia il prossimo anno e quelli a venire”.

Sulla mozione di Luisa Ciambella, concorda la consigliere Maria Antonietta Russo.

“Ma mi lascia perplessa – spiega la Russo – sulla possibilità del fatto che noi possiamo deliberare un numero d’insegnati necessari per la provincia. Noi dobbiamo interessarci per la città di Viterbo. Non possiamo entrare negli ambiti comunali non di questa città. Può essere solo un invito”.

Nel frattempo Ugo Sposetti (Pd) aveva chiesto all’assessore Fattorini il numero dei bambini che frequentano il tempo pieno a Viterbo. Lo dirà in seguito, con una comunicazione scritta. Il che manda su tutte le furie il capogruppo Pd. “Ma di che stiamo discutendo – attacca Sposetti – l’assessore non sa nulla, ha discettato su leggi e tant’altro, prima e non sa manco quanti sono i giovani interessati. Questo dimostra il pressappochismo con cui si opera qui”.

E dopo un lungo intervento del consigliere Fersini (Pd) che chiama in causa le incompiute a Viterbo sulla scuola, è la volta di Peruzzi (Pdl) che teme una politicizzazione della mozione e della mancanza del tempo pieno. “Siamo a favore del tempo pieno – spiega Peruzzi – eppure la minoranza ci vuole mettere in bocca che siamo contrari. Se volete questo, non siamo d’accordo.

La riforma Gelmini prevede il tempo pieno. Se volete dire che non lo prevede, fate pure. Nessun problema comunque a votare la mozione, potendo togliere alcuni riferimenti, come quello alla provincia. La limiterei, la mozione, a Viterbo”.

Talotta (Udc), invece vede l’aspetto migliore in tutta la vicenda, nella larga partecipazione di cittadini alla raccolta firme.


ore 16.50 – E’ tempo del tempo pieno. Se ne discute con il consigliere Luisa Ciambella (Pd) che introduce il problema.

“Il tempo pieno non è tempo prolungato – osserva Luisa Ciambella – dobbiamo definirlo per quello che è. E’ un modello educativo stabilito per legge e non va disatteso. Il tempo prolungato è una sorta di parcheggio, invece noi vogliamo una didattica di qualità, come prevede il tempo pieno. Serve a recuperare chi rimane indietro e consentire d’approfondire per chi è avanti.

Ora è stato azzerato e le risorse non ci sono. Non arriveranno dalla Regione perché sono fondi ministeriali.

Siamo disponibili a mettere a disposizione la nostra mozione, affinché sia fatta propria da tutto il consiglio”.

Documento che chiede 50 insegnanti in più in organico, per garantire il tempo pieno in tutte le scuole della Tuscia.

Con estrema felicità l’assessore replica, ma al consigliere Russo, che la situazione è in via di soluzione. Il ringraziamento va a lei perché è la prima che se n’è interessata, senza andare nella stampa. Quindi la replica al consigliere Ciambella. “La scuola negli ultimi 40 anni ha subito un peggioramento – sostiene Fattorini – e un’università italiana che compete con quelle africane. Tutto per mancanza di fondi.

Ho avuto difficoltà in questi mesi. In questa settimana mentre alcuni facevano politica sui giornali, l’amministrazione lavorava. Scoprendo che alla città di Viterbo mancavano cinque insegnanti. Non ci occupiamo della provincia.

Vista la mia difficoltà ad avere contatti in Regione, ho coinvolto il sindaco. Dopo un’ora ha avuto l’ok per l’aumento d’organico di cinque unità.

Sono d’accordo che Roma come sempre ci fagocita, se la capitale si staccasse dal Lazio sarebbe una fortuna.

Se Viterbo dovrà ancora fare la Cenerentola, sono pronto a fare la marcia su Roma con i genitori. Vigilerò affinché le promesse siano mantenute.

Le battaglie vanno fatte per i cittadini e non per incalzare la maggioranza”. In sala, diversi genitori e bambini viterbesi.

Imbarazzato dopo la risposta di Fattorini, Serra interviene. “Stiamo discutendo di un problema non legato a Viterbo – spiega Serra – ma di una legge, la Gelmini, che il sindaco Marini ha votato in Parlamento. Quindi stiamo chiedendo paradossalmente un aiuto a chi ha votato questa legge che taglia fondi. E’ un paradosso.

Non credo che sindaco e maggioranza non possa muovere qualcosa. La protesta contro Marini va fatta perché ha votato questa legge. Per il prossimo anno avremo cinque insegnanti in più per il prossimo anno, ma il successivo?


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30 maggio, 2011

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