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Scuola - Interviene Daniele Bizzarri

Tempo pieno, non diamo false speranze

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Daniela Bizzarri

Riceviamo e pubblichiamo – Relativamente a quanto pubblicato dalla consigliera Luisa Ciambella, per la tutela del tempo pieno, e al diritto di tutti i genitori di poter accedere ad una scuola pubblica, vorrei fare alcune considerazioni che avevo già accennato alcune settimane fa, dopo aver letto i ringraziamenti a una consigliera comunale che aveva fatto questo salvataggio, poi risultato non vero, ponendo l’accento non solo sul problema esistente a Viterbo, ma anche quello uguale, e forse anche peggio, che esiste in alcuni paesi della provincia.

Tanto per fare un esempio pratico, a Vitorchiano il prossimo settembre ci sarà un’aula destinata ad accogliere bambini, ma non ci sarà l’insegnante per guidare la classe. Ho avuto modo in questo periodo di ascoltare genitori di Vitorchiano, che sono stati costretti ad iscrivere i loro figli, in asili o scuole private a Viterbo, non avendo garanzie di poterli portare nel paese dove risiedono.

Ho anche fatto presente che tutto questo comporta per le famiglie oltre ad un grosso onere in termini economici, circa 300mila euro a figlio, anche un grosso problema di conciliazione famiglia-lavoro.

Pertanto non ci scandalizziamo se le donne si sentono fortemente penalizzate anche da questa situazione, perché perdurando questo stato di cose, la loro scelta, dovrà necessariamente essere quella di decidere se continuare il loro lavoro o pagare un asilo o una tata per guardare i bambini. Non si può pensare che tutti possono avere quei “santi nonni” che se non ci fossero sarebbe una tragedia.

Riferisco anche dei gravi disagi degli abitanti di altri comuni dove le scuole sono state accorpate, dove non c’è solo il rischio di non trovare posto per i propri figli, ma anche le difficoltà di spostamento da un paese ad un altro e poi raggiungere il posto di lavoro.

Oggi i nostri figli, o i nostri nipoti, sono diventati come “pacchi postali”, depositati al volo, prelevati al volo, divisi tra nonne, asili e tate. Mamme e papà nevrotici, che pur consapevoli di dover lavorare per sostenere la famiglia, soffrono profondamente nel distaccarsi dai loro bambini, in pratica quasi tutto il giorno.

In ogni caso, ritornando al diritto al tempo pieno, ritengo che si possa esultare solo quando si è risolto un problema, e non dare false illusioni a chi non chiede altro che venga applicato un giusto diritto.

Vorrei concludere comunicando alla consigliera Ciambella, che il 24 mi attiverò in prima persona per contribuire alla raccolta di firme.

Ah, dimenticavo, volevo anche precisare, che mi posso tranquillamente firmare come consigliera delle pari opportunità per due motivi precisi: il primo è perché ho solo appreso dalla stampa e dalle voci di corridoio che il presidente Meroi ha nominata la nuova consigliera, e di ufficiale non è stato comunicato nulla né alla sottoscritta, né a chi ha partecipato al bando, ma forse molti non sanno, che ammesso che passi senza ricorsi da parte mia, occorre che ci sia una nomina ufficiale sia del Ministero del Lavoro che del Ministero delle Pari opportunità, pertanto è sempre meglio non vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso!

Daniela Bizzarri
Consigliera di parità della Provincia di Viterbo


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21 maggio, 2011

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