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Mammagialla pieno - Lisiapp invita a dialogo e riforme

“Il prefetto informato e disponibile”

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Il carcere di Viterbo, Mammagialla

Riceviamo e pubblichiamo – Ieri si è svolto presso la prefettura di Viterbo l’incontro tra il prefetto di Viterbo Antonella Scolamiero e le organizzazioni sindacali della polizia penitenziaria, tra cui il segretario generale aggiunto del Lisiapp Daniele Rosati.

La posizione del Lisiapp è stata quella di ribadire le problematiche del penitenziario viterbese. Una struttura veramente complessa per via delle peculiarità delle tipologie dei ristretti, 41 Bis As 1 2 3 protetti, in sostanza una struttura di primo livello.

“L’’occasione non è solo quella di prendere atto delle problematiche ormai largamente rappresentate in tutte le sedi – così ha esordito il segretario generale Rosati – ma quella di iniziare un programma serio e riformatore del sistema penitenziario, perché il prendere atto non è più sufficiente. E’ necessario unire le forze per fare qualcosa di costruttivo e concreto”.

“Non deve consolare il fatto che la situazione della polizia penitenziaria rappresenti grandi difficoltà sul piano nazionale – ha continuato il segretario -. Questo deve far riflettere sulla portata della grave crisi che ormai da troppo tempo affligge tutto l’’ambiente penitenziario”.

Il prefetto ha chiesto alle organizzazioni sindacali quali fossero le proposte alla risoluzione delle problematiche che affliggono la casa circondariale di Viterbo, tanto che il Lisiapp ha espresso tutta la propria perplessità su interventi tampone temporanei, e ha invitato il prefetto a rappresentare al governo il grave disagio in cui versa l’’istituto viterbese, a causa del sovraffollamento e della grave carenza di risorse  materiali ed non per ultimo di personale di polizia penitenziaria. Per di più l’’istituto deve annoverare anche l’’assenza di un direttore ufficiale, di 11 distaccati al servizio dell’Uepe.

Inoltre, l’’occasione è stata anche quella per rappresentare le gravi problematiche del corpo di polizia penitenziaria e di tutto il sistema penitenziario,  il quale ha urgenza di una seria riforma e nonostante la pregevole iniziativa del piano carceri, che non è sufficiente a gestire nell’’immediatezza  il grave disagio operativo che ogni giorno vivono i poliziotti penitenziari, i quali non possono più contare su principi quali, la programmazione, la prevenzione e la sicurezza sul posto di lavoro. E’ indispensabile fare un piano straordinario di assunzioni.

Il prefetto è apparso molto attento alle problematiche rappresentate, dimostrando di essere informato dettagliatamente della situazione dell’’istituto di Viterbo, situazione per la quale si era già attivato relazionandosi con il vicecapo del dipartimento Di Somma.

In conclusione il prefetto si è impegnato, per quanto di propria competenza, a rappresentare agli organismi preposti quanto emerso dall’’incontro.

Questa segreteria generale crede che siano necessarie l’’unità e il coraggio per compiere quel salto di qualità, ormai indispensabile, nel confronto sindacale.

Ai giornalisti presenti all’uscita della Prefettura, che gli hanno chiesto quale fosse la sua posizione in merito all’istituto dell’amnistia, Rosati ha risposto che l’’aministia è un provvedimento arcaico e non più al passo con i tempi in uno stato di diritto come quello italiano. Non può essere utilizzato come mezzo di copertura delle inefficienze degli apparati dello Stato e, inoltre, è un provvedimento che contrasta con la finalità della pena, la quale prevede un percorso di ravvedimento e rieducazione, mentre il provvedimento di amnistia interrompe questo percorso restituendo alla libertà uomini non rieducati.

Lisiapp – Libero sindacato appartenenti polizia penitenziaria


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28 giugno, 2011

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