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Viterbo - Luisa Ciambella, con i genitori e gli amministratori, all'Ufficio scolastico regionale

Il tempo pieno è morto

di Emma Sanna
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Luisa Ciambella e gli amministratori sotto l'Ufficio scolastico regionale

Luisa Ciambella e gli amministratori sotto l'Ufficio scolastico regionale

Luisa Ciambella e Antonella De Cicco del Comitato dei genitori

Luisa Ciambella e Antonella De Cicco del Comitato dei genitori

Tempo pieno Ufficio scolastico regionale
Tempo pieno Ufficio scolastico regionale
Tempo pieno Ufficio scolastico regionale
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– A Viterbo il tempo pieno è morto.

Luisa Ciambella, consigliere comunale, il Comitato dei genitori e una folta schiera di amministratori dei Comuni sono stati ricevuti questa mattina dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale Maria Maddalena Novelli. E si sono guadagnati la loro prima conquista.

Sono stati ottenuti 6 o 7 insegnanti da poter inserire nelle scuole di Viterbo e provincia per integrare l’organico attuale, ma la situazione non cambia. Una soluzione tampone che rende prolungato quello che doveva essere il tempo pieno.

Una lunga sfilata, quella di oggi, che oltre alla partecipazione in massa dei genitori e degli operatori della scuola, ha visto l’adesione di sindaci e amministratori di tutti i Comuni coinvolti: Civita Castellana, Fabrica di Roma, Orte, Bomarzo, Capodimonte, Vignanello, Vitorchiano, Oriolo, Bassano Romano, Castiglione in Teverina, Acquapendente, Tarquinia, Corchiano, Lubriano, Onano, Arlena di Castro, Canepina, Gallese Capranica, Caprarola, Vajano, Faleria. Quasi un’intera provincia mobilitata.

“E’ una soluzione tampone solo per limitare i danni – spiega Ciambella -. Abbiamo fatto il possibile. Siamo riusciti a ottenere altri 6 o 7 insegnanti per un tempo prolungato che sia quanto meno tendente alla qualità. Ma a Viterbo non si sarà più possibile parlare di tempo pieno.”

Sei o sette docenti, quindi, che vanno a sommarsi agli altri sei che circa dieci giorni fa sono stati spostati dalla scuola superiore a quella elementare, nell’ambito di un piano di ridistribuzione degli insegnanti.

“E’ un piano di cui non si capiscono i criteri logici – commenta il consigliere -. Non è calibrato sulle esigenze delle scuole e non tiene conto degli istituti che avevano richiesto il tempo pieno. C’è un’enorme discrepanza tra il piano di distribuzione e le necessità delle scuole.

Abbiamo anche consegnato – aggiunge Ciambella – le quasi 6mila firme raccolte a difesa del tempo pieno. Ma la nostra battaglia non finisce qui. In un momento in cui al governo c’è chi pensa a spostare i ministeri, noi ci siamo dovuti preoccupare di difenderci dalla mutilazione che lo stesso governo ha portato a questo territorio.

Chiederemo dei fondi – annuncia – all’assessore regionale per l’attivazione del tempo pieno nelle scuole che lo hanno chiesto quest’anno. La strada sarà in salita ma non facciamo sconti a nessuno quando si tratta di scuola, cultura e sanità. Continueremo a tenere alta la guardia.

Ringrazio la dottoressa Novelli – aggiunge – per la disponibilità manifestata. Si tratta però di una soluzione per limitare i gravi danni arrecati dalla riforma Gelmini.

Purtroppo avevamo ragione noi. A Viterbo il tempo pieno è morto. Non è come diceva Marini”. Il consigliere Ciambella conclude smentendo il sindaco, che qualche giorno fa in sede di Consiglio comunale aveva rassicurato sulla possibilità di mantenere il tempo pieno nelle scuole della provincia.

“Il risultato ottenuto dimostra che non è stata una battaglia demagogico – famigliare, ma una battaglia per tutte le famiglie, mossa da reali esigenze”.


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21 giugno, 2011

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