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Viterbo - I rappresentanti di docenti e genitori continuano la loro battaglia

Tempo pieno, troppa superficialità e incertezza

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Tempo Pieno - La raccolta firme

Riceviamo e pubblichiamo – Gentile direttore,

superficialità e faciloneria non giovano a risolvere il problema.
Il tempo pieno di numeri vuoti. Questo dovrebbe essere il giusto titolo per incorniciare la nostra avventura di cittadinanza attiva e democratica a tutela della scuola pubblica e del tempo pieno.

Noi genitori e cittadini, abbiamo cominciato a scrivere denunciando la mancata autorizzazione all’attivazione di nuove prime elementari a tempo pieno (modulo a 40 ore settimanali) più di due mesi fa (era il 10 aprile) e da allora siamo stati rassicurati più volte sulla soluzione del problema, ma noi – forse cocciutamente – abbiamo continuato ad informarci presso l’ufficio scolastico provinciale di Viterbo (ex provveditorato), a verificare le affermazioni degli amministratori comunali e della provincia, a incontrare sindaco e assessore, a presenziare alla sedute del consiglio comunale quando si parlava di tempo pieno su sollecitazione appassionata, documentata e concreta della consigliera Luisa Ciambella, a raccogliere firme a sostegno della petizione, fino a culminare con l’incontro di martedì 21 mattina con Maddalena Novelli, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale per il Lazio del Ministero dell’Istruzione.

Incontro proficuo e lungo (durato circa un’ora e mezza e cui hanno partecipato una delegazione costituita da Luisa Ciambella, consigliere comunale di Viterbo, Nicola Rosati, direttore servizi generali e amministrativi della direzione didattica di Tarquinia e Antonella De Cicco rappresentante dei genitori) in cui sono state argomentate le ragioni del nostro territorio ben rappresentato da molti sindaci con le loro fasce tricolori, da amministratori locali, da personale della scuola e da genitori giunti davanti alla sede dell’Usr di Roma a sostegno della delegazione.

A questo proposito, va sottolineato che i genitori non hanno potuto fare a meno di notare l’assenza del sindaco del capoluogo viterbese e/o di un suo rappresentante e quella dell’assessore provinciale all’Istruzione, tutte persone che avevano pubblicamente affermato di essere impegnate – silenziosamente ritenendo inopportuno il clamore sollevato intorno alla questione – a risolvere il problema tanto da rassicurare le famiglie che tutto era risolto.

Evidentemente martedì in omaggio al silenzio hanno scelto di non essere presenti all’incontro con l’interlocutore istituzionale del ministero per la nostra regione, l’unico che gestisce e amministra gli organici per tutte le scuole del Lazio.
Le ragioni rappresentate dalla delegazione hanno indotto a trasformare l’iniziale diffidenza della Novelli in concreta collaborazione verso una soluzione ragionevole e sostenibile.

É a questo punto che i numeri hanno cominciato a danzare. Ferma restando la conferma ufficiale che sei docenti in più sono stati assegnati per la scuola primaria della nostra provincia (comunque insufficienti a garantire l’avvio di nuove prime a tempo pieno), abbiamo cercato di ragionare su quanti altri ne fossero necessari per garantire la concreta ed ufficiale attivazione delle nuove prime a 40 ore.

Ma i dati in possesso della ìNovelli – trasmessi nei giorni scorsi dall’ufficio provinciale – ancora non sembravano in grado di riflettere correttamente la realtà dei fatti: continuano evidentemente a circolare documenti contenenti una versione non conforme alla realtà delle classi elementari funzionanti in provincia.

Per cui ci siamo dovuti accontentare di fare dei conti grossolani da cui è emerso che è 12 il numero minimo di maestre per garantire, seppur non in modo ottimale perché il rischio è di ottenere spezzoni di maestra in bilico su più scuole, l’attivazione delle prime a tempo pieno nelle sedici scuole della provincia che ne hanno fatto richiesta.

Quindi sono necessari minimo altri sei docenti in aggiunta ai sei che ci sono già stati concessi (forse anche grazie al clamore sollevato e alimentato intorno alla vicenda?). Purtroppo, l’incertezza sul numero finale di docenti da aggiungere all’organico di diritto è destinata a protrarsi almeno fino alla prima decade di luglio.

Solo allora, infatti “la prognosi” per il tempo pieno nella scuola pubblica di Viterbo verrà sciolta insieme a quanto necessario per tutte le altre provincie regionali. Prima di quella data, la Novelli ritiene non corretto alimentare false illusioni pronunciando cifre al momento aleatorie.

Martedì sera pertanto, tornati a casa dopo l’incontro con la Novelli, non abbiamo potuto non rimanere stupefatti e confusi nel leggere su Tusciaweb che a seguito della riunione di lunedì 20 giugno fra Marinelli, il sindaco di Viterbo e le rappresentanze sindacali della scuola, la questione tempo pieno è stata risolta.

Trascriviamo fedelmente: “Per soddisfare tale esigenza si farà fronte con i docenti assegnati in organico di fatto, le cui risorse si aggiungeranno a quelle esistenti, già determinate e autorizzate in organico di diritto” e, aggiunge il sindaco Marini: “in questo modo è stata individuata una soluzione che risponde alle esigenze delle famiglie ed è compatibile con gli obiettivi di finanza pubblica”.

Questo è davvero troppo! A parte il fatto che sarà almeno la quarta o quinta rassicurazione pubblica che ci viene trionfalmente sbandierata, dalla lettura del comunicato non si evince quale sia detta soluzione. Ma forse siamo ottusi noi. Ci permettiamo però di far notare che l’affermazione sopra riportata descrive esclusivamente il metodo di soluzione (il ricorso all’organico di fatto) ma nulla dice su quanti docenti verranno assegnati, dato peraltro ancora non conosciuto neanche dalla stessa Novelli (come abbiamo sottolineato prima), unico interlocutore istituzionale in grado di incidere sulla programmazione di organico regionale.

Ma del resto i nostri amministratori comunali a Roma martedì non c’erano, né è rimasta traccia di un loro pregresso intervento.
Il rinvio della soluzione del problema alla definizione dell’organico di fatto è la scoperta dell’acqua calda.

L’evidenza che un’eventuale soluzione non potesse che essere trovata con la quantificazione dell’organico di fatto ci era purtroppo ben chiara (l’organico di fatto tampona e aggiusta in corsa situazioni di necessità, ma non  garantisce la stabilità nel tempo). E infatti ha trovato piena conferma nella parole della Novelli.

Ora vorremo chiedere a chi ci ha rassicurato tante volte – anche sulle pagine di questo quotidiano – che il tempo pieno era salvo già a fine aprile (quando la Novelli non aveva ancora concesso nulla in più rispetto all’organico di diritto, anche perché ancora ignara del problema della nostra provincia), e a chi poi ha ribadito stizzosamente di aver risolto senza fare rumore il problema ottenendo sei docenti in più, il perché di tanta superficialità e faciloneria nel confrontarsi con il tema della scuola, così delicato e centrale in un società civile.

Vorremo anche sapere perché sia così difficile far collimare i dati ufficiali con quelli reali, a meno di non voler maliziosamente pensare ad un’artificiosa rappresentazione della realtà per fini a noi ignoti.
Siamo quindi noi genitori, ora, a chiedere un dignitoso silenzioso a chi fino ad ora ci ha raccontato solo false verità basate sull’assenza di qualsiasi atto ufficiale.

Nel frattempo la delegazione già ricevuta martedì a Roma, si recherà anche da Marinelli, così come ci ha invitato a fare la Novelli, per rivedere con lui e i funzionari del suo ufficio i dati relativi al fabbisogno minimo di docenti per garantire l’attivazione delle prime a tempo pieno nella nostra provincia.

Tenacemente andiamo avanti. Ci capiterà forse di fare altro rumore, ma lo preferiamo senz’altro al silenzio, solo apparentemente laborioso, di alcuni amministratori locali. Lo faremo per i nostri figli, che hanno il diritto ad una scuola pubblica degna di questo nome.

Giampiero Tirone
Presidente del consiglio dell’Istituto comprensivo “Fantappié” – Viterbo

Ruggero Crocicchia
Presidente del consiglio del quinto circolo didattico “Via Carlo Cattaneo” – Viterbo

Roberto Papi
Rappresentante dei genitori nel consiglio del secondo circolo didattico – Viterbo

Antonella De Cicco
Presidente del comitato dei genitori dell’Istituto comprensivo “Fantappié” – Viterbo


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24 giugno, 2011

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