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Agricoltura - Cinipide del castagno - Scrive Angelo Bini

“Con Battistoni e Birindelli risaliamo la china”

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Castagne

Riceviamo e pubblichiamo – Nel 2002 ci si accorge che il Cinipide del Castagno è entrato in Italia.

Alberto Alma, docente di Entomologia a Torino, studia in tempi record la soluzione. Non facendo tesoro delle esperienze orientali mette a disposizione dei castanicoltori occidentali il Torymus Sinensis ovvero lo stesso agente naturale che in Cina non permette al Cinipide di crescere oltre i limiti di un danno accettabile così come fa la popolazione dei gatti con la popolazione dei topi.

Nel 2007 si nota sui Monti Cimini un annerimento episodico delle galle del Cinipide e iniziano i primi studi ancora in corso.

Quest’anno, all’inizio della nuova stagione, Ferruccio Romano Schiavella, castanicoltore di Segni e vicepresidente dalla cooperativa “Marrone Segnino”, mentre si dedica con amore e passione alla cura del suo castagneto a Colle Caselle, altura situata nel punto di incontro tra i comuni di Gerano, Bellegra e San Vito Romano, con sullo sfondo i Monti Prenestini, viene colpito da un viavai insolito delle formiche tra il tronco, i rami e le galle.

Si dedica con costanza e metodicità alla quotidiana osservazione del fenomeno quando vede formarsi sulle galle dei punti neri che si ingrandiscono sempre più sino a evolversi in piaga e quindi a ricoprire completamente le galle che giunte all’essiccazione, in gran numero, si staccano dai rami e cadono a terra.

Non dotato di formazione e di strumenti scientifici osserva anche l’interno delle galle ove in alcune non trova il Cinipide evidentemente volato via, in altre ve lo trova imprigionato o morto o in fase di uscita ma menomato nei suoi organi visibili a occhio nudo o con lenti e microscopi non professionali.

Ferruccio si raccorda con la nostra CoopCast e decide di rendere noto in tutti i convegni sul Cinipide di giugno e luglio 2011 le sue osservazioni.

Ricercatori, amministratori pubblici e politici colgono l’importanza della nuova realtà che si unisce a quella basilare del Torymus Sinensis e si accende un nuovo interesse sul fenomeno delle galle annerite.

Si apprende allora che il vento, altri agenti naturali e quelle formiche di cui parla Ferruccio hanno forse trasportato dal tronco e dalla corteccia dell’albero sino alle galle una spora fungina, forse lo Gnomoniopsis, che sulla galla attecchisce e determina l’essicazione.

Se queste osservazioni di Ferruccio aiutato dalla CoopCast si riveleranno vere e utili alla ricerca scientifica sarà una bella storia per ribadire che l’amore verso la natura è sempre utile e, per Ferruccio, una bella ricompensa per la sua dedizione all’albero del castagno che il suo mondo antico, il nostro mondo arcaico, hanno lasciato a noi per essere custodito e tramandato ai nostri figli.

In questa opera un grande aiuto stanno offrendo, per le note avversità, sia uomini di scienza come Alberto Alma sia validi amministratori come Francesco Battistoni e Angela Birindelli che, con grande dedizione, ci stanno aiutando a risalire la china.

Dopo tanto buio ci sembra di ritornare sulla strada giusta per sperare nella salvaguardia non solo dei nostri redditi ma anche del nostro verde, di un habitat a noi tanto caro e tanto prezioso per tutti.

 

 

Angelo Bini
Presidente CoopCast


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31 luglio, 2011

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