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Viterbo - Domani, 13 settembre, prima nazionale nell'ambito del festival di teatro e danza

“Spazi Dannunziani ” a palazzo dei Priori

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Maria Rosaria Omaggio

Maria Rosaria Omaggio

– Pprima nazionale al festival di teatro e danza “Spazi e Memoria”.

Domani sera, martedì 13 settembre, alle 21 nel cortile di Palazzo dei Priori in scena “Sensi Dannunziani” di e con Maria Rosaria Omaggio, un reading su musica costruito utilizzando testi autentici, tratti da raccolte poetiche, da romanzi e opere teatrali di D’Annunzio (Pescara, 12 marzo 1863 – Gardone Riviera, 1º marzo 1938) e alle lettere ritrovate della Duse (Vigevano, 3 ottobre 1858 – Pittsburgh, 21 aprile 1924) per raccontare queste grandi figure della cultura italiana al di sopra e al di là delle conoscenze abituali.

“Io credevo che per me potesse tradursi in realtà il sogno di tutti gli uomini intellettuali: – essere costantemente infedele a una donna costantemente fedele.” Questa frase, tratta da “L’innocente”, romanzo scritto dal Vate a Napoli nel 1892, poco prima della sua relazione con la celebre attrice Eleonora Duse, con la quale ebbe inizio nel 1897 la stagione centrale della sua vita, ben riassume il suo indomito carattere di amante.

Per vivere accanto alla sua nuova compagna, D’Annunzio si trasferì a Firenze, nella zona di Settignano dove affittò la villa La Capponcina (vicinissima alla villa Porziuncola dell’attrice), trasformandola in un monumento del gusto estetico decadente. È in questo periodo che si situa gran parte della drammaturgia dannunziana che è piuttosto innovativa rispetto ai canoni del dramma borghese o del teatro dominanti in Italia e che non di rado ha come punto di riferimento la figura attoriale della Duse.

La relazione con Eleonora Duse si incrinò nel 1904, dopo la pubblicazione del romanzo “Il fuoco”, in cui il poeta aveva descritto impietosamente la loro relazione, mettendo anche l´accento sui cinque anni in più che lei aveva. Nel 1910 D’Annunzio si trasferì in Francia: già da tempo aveva accumulato una serie di debiti e per evitare i creditori aveva preferito allontanarsi dal proprio Paese.

E l’aiuto concreto che lei gli aveva dato ben si evince dall´epistolario. Sensi Dannunziani narra con verità questa famosa storia d’amore con somme parole e su musica struggente. A tal riguardo, va sottolineato che ogni brano è stato rigorosamente scelto come il tema composto per “La sera fiesolana” o “Falce di luna” di Tosti o “Il Vate” appositamente scritta ed eseguita da Andrea Pelusi, musicista pescarese.

12 settembre, 2011

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