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Regione - Ivano Peduzzi (Fds) sull'ospedale di Civita Castellana

“Andosilla al collasso”

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L'ospedale Andosilla di Civita Castellana

L'ospedale Andosilla di Civita Castellana

– “Nell’ambito del lavoro svolto dalla Federazione della Sinistra di monitoraggio e denuncia sulle condizioni degli ospedali del Lazio, questa mattina ho effettuato un sopralluogo nel nosocomio Andosilla di Civita Castellana, insieme agli operatori e alle associazioni Il Tribunale del malato e Dai una mano al tuo ospedale. Erano presenti anche il vicesindaco di Civita Castellana, Tonino Innocenzi e il segretario del circolo del Prc, Angelo Conti”.

E’ quanto rende noto il capogruppo della Federazione della Sinistra alla Regione Lazio, Ivano Peduzzi.

“Il sopralluogo – afferma Peduzzi – conferma gli effetti negavi dei tagli alla sanità contenuti nel decreto 80 della Polverini per la riorganizzazione della rete ospedaliera. In particolar modo, le ripercussioni più gravi hanno colpito il reparto di eccellenza di ostetricia che è stato completamente smantellato e anche la rianimazione, drasticamente ridimensionata e di fatto trasformata in un reparto di sub intensiva.

Ancora una volta – continua Peduzzi – dobbiamo riscontrare che questa operazione di tagli è fallimentare anche sul piano economico perché non ha comportato un reale recupero di costi. Per di più, il piano delle funzioni attribuite all’ospedale prevedeva di attivare 14 posti letto in ortopedia e due in pneomologia. Tutto questo resta sulla carta perché la carenza di personale impedisce l’avvio di queste, come di altre attività”.

“L’insieme dei reparti restanti degli ambulatori e soprattutto del pronto soccorso – prosegue il capogruppo – sono al collasso perché carenti di personale infermieristicoe medico per complessive 40 unità, oltre alla presenza di numerosi lavoratori precari. Anche le continue interruzioni nella ristrutturazione degli spazi sono dovute ai tagli e influiscono sulla qualità delle prestazioni erogate: fino a oggi sono stati recuperati gli ambulatori e l’area riservata al Centro unico prenotazioni, ma gli altri lavori sono fermi da tempo.

In particolare- aggiunge Peduzzi – il pronto soccorso risente di questa condizione di stallo, e non risponde più neanche alle norme ai canoni di adeguamento strutturale stabiliti per legge. Per di più, il pronto soccorso è supportato da un’ambulanza dell’Ares con a bordo un solo infermiere e neanche un medico che sia in grado di valutare la gravità della situazione e di trasferire il malato in un ospedale attrezzato, evitando rischiose perdite di tempo. Sempre a causa della pesante carenza d’organico, anche il reparto medicina ha dovuto considerare non utilizzabili 20 posti letto.

L’unico segnale positivo è l’attivazione, fra qualche giorno, di uno sportello a disposizione dei volontari del Tribunale del malato, che potranno usufruire di una stanza con collegamento telefonico. A sostegno di questa iniziativa, come partito abbiamo offerto tutto il nostro supporto.

Dal sopralluogo effettuato in tutti gli edifici – dice Peduzzi – abbiamo inoltre riscontrato ampi spazi inutilizzati anche a causa dello smantellamento di un ottimo reparto di fisioterapia, che fino a qualche anno fa rispondeva con efficacia alla domanda di prestazioni fisioterapiche. Pensiamo che tanti utenti, costretti a rivolgersi a strutture private, scomode e costose, possano invece trovare un’adeguata assistenza all’interno di questa struttura ospedaliera, e per questo chiediamo che il reparto venga riattivato. Dal confronto con gli operatori e le associazione, infine, è emerso che il comprensorio avrebbe bisogno  di un coordinamento dell’offerta socio sanitaria tra la struttura ospedaliera e tutte le strutture territoriali (medici di famiglia).

Quello che abbiamo riscontrato, invece, è la completa assenza di ogni progetto che muova in questa direzione. Altro che nuova e più efficiente sanità – conclude Peduzzi – ancora una volta siamo di fronte ai soliti tagli indiscriminati, che mettono a rischio il diritto alla salute dei cittadini”.


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30 settembre, 2011

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