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Viterbo - Il consigliere regionale Rodolfo Gigli (Udc) lo chiede alla presidente Polverini in una interrogazione a risposta scritta

Che fine ha fatto il Tuscia Expò?

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Rodolfo Gigli

Rodolfo Gigli

– Il consigliere regionale dell’Udc Rodolfo Gigli ha presentato un’interrogazione urgente a risposta scritta sulla situazione del Centro Fieristico Tuscia Expò.

Tuscia Expò – spiega Gigli nell’interrogazione rivolta alla presidente della Regione Lazio e all’assessore alle Infrastrutture e ai Lavori Pubblici – è stata costituita nel 2001 in attuazione della legge regionale numero 14 del 1997 i cui obiettivi sono la realizzazione del polo fieristico a Viterbo nella zona della Volpara e nel frattempo la promozione dei manifestazioni fieristiche in vista della realizzazione della nuova fiera.

Il progetto strategico proposto dalla società ed approvato dagli enti soci poggiava sull’inserimento di Viterbo nel piano fieristico regionale che vedeva i tre poli di Roma (nuova fiera), Sora e appunto Viterbo. Per realizzare la nuova struttura fieristica alla Volpara – continua Gigli – avrebbero dovuti essere utilizzati dei fondi regionali per le opere di urbanizzazione, per poi ottenere dei finanziamenti privati.

Purtroppo si è verificato il mancato stanziamento di fondi da parte della Regione Lazio e il mancato avvio della gara per le opere di urbanizzazione. Inoltre – prosegue l’esponente Udc – in assenza di contributi da parte dei soci i bilanci della società sono andati in rosso e sia provincia che Comune di Viterbo non hanno versato quanto dovuto.

In conseguenza di ciò la società è rimasta paralizzata e il mancato avvio delle opere di urbanizzazione può adesso provocare la perdita degli oltre 7 milioni stanziati per questo investimento che impedendo il completamento del progetto determinerà la decadenza della variante urbanistica con la riclassificazione dell’area ad area agricola.

Vista la gravità della situazione – conclude Gigli – chiedo di conoscere quali interventi si intendano adottare per evitare che quanto previsto dalla legge regionale numero 14 del 1997 venga vanificato e in particolare se si intenda porre in essere azioni di sollecito ed, eventualmente sostitutive, per l’utilizzo dei fondi destinati alle opere di urbanizzazione al fine di impedire la perdita del finanziamento e di conseguenza la decadenza della variante urbanistica con un gravissimo danno patrimoniale per l’ente e lo stesso comune di Viterbo.”


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30 settembre, 2011

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