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Santa Rosa - Oltre seicento persone hanno risposto al referendum di Tusciaweb - Il capofacchino Rossi "Forse è troppo moderna"

Fiore del cielo? Non ci piace

di Paola Pierdomenico

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Il capofacchino Sandro Rossi

Il capofacchino Sandro Rossi

-“Ma a te, te piace la machena?”

Era questa la domanda più ripetuta dopo il primo trasporto di Fiore del cielo nel 2009. Che è poi quella più frequente dopo ogni debutto. Il dubbio, dopo anni, però si è in parte risolto. Ai Viterbesi, come ci si poteva aspettare, non piace.

Almeno da quanto risulta dal referendum lanciato da Tusciaweb. Alla domanda hanno risposto per ora oltre seicento persone. E di questi, 434 (il 72%) ha detto che a loro Fiore del cielo non  piace.

In sintonia con  il pensiero della maggioranza anche quello del capofacchino Sandro Rossi che però preferisce i toni pacati. “Fiore del cielo da ferma non esprime quello che trasmette durante il trasporto – afferma Rossi -. Inoltre, vedendo questa macchina, pur bella quando cammina, non ci trovi nulla di Viterbo. I viterbesi ci vogliono, invece, la fontana di piazza delle Erbe, qualche pezzo del Duomo, un campanile… La gente si aspetta questo. Secondo me si guarda troppo al futuro. Quella di Raffaele Ascenzi, Ali di Luce, era già su questa scia. Fiore del cielo va oltre. Forse troppo oltre.

Per le prossime edizioni, dunque, sarebbe meglio pensare a una macchina più tradizionale. Almeno questo è quello che sento dire in giro”.

Inevitabile, per Rossi, il confronto col passato…
“Eravamo abituati a vedere pezzi di storia di Viterbo sulla Macchina. Penso a Volo D’Angeli, a Spirale di Fede o Sinfonia d’Archi. Ora questa cosa si è un po’ persa – prosegue il capofacchino -. Fiore del cielo non rappresenta Viterbo”.

Dalla macchina all’ideatore. Arturo Vittori si è da subito mostrato un po’ distaccato. Da cosa dipende, per lei, questo atteggiamento?
“Il rapporto tra facchini e ideatore coincide con quello che è l’atteggiamento generale di Vittori. Il suo distacco è visibile a tutti. Noi, negli anni, abbiamo sempre cercato di coinvolgerlo, ma con scarsi risultati. L’ideatore ha voluto mantenere le distanze anche con la popolazione. Ricordo, per esempio, le dichiarazioni in cui definiva i viterbesi dei provinciali. Affermazioni che hanno dato un po’ fastidio in generale. Ma è una sua scelta e noi la rispettiamo. Probabilmente è una persona timida e riservata”.

Tutto il contrario dell’ex costruttore Loris Granziera…
“Granziera – dice Rossi – si è fatto volere bene da subito per la sua disponibilità. Quest’anno, per esempio, è ritornato in più occasioni, anche per le penne, lunedì sera, a San Sisto. Ha stabilito un rapporto di cordialità con tutti. Vittori è più chiuso, sulle sue e non ha creato quel rapporto che di solito si stabilisce tra l’ideatore e la popolazione”.

Alle cene dei Facchini si è fatto vedere anche il vescovo, Lino Fumagalli, che è al suo primo Trasporto. Cosa pensa di lui?
“Per me è una persona speciale – afferma con emozione Rossi -. E’ alla mano e disponibile con tutti. La sera delle cene è sceso in piazza e ha stretto mani a tutti: bambini, anziani, cuoche e facchini. Si è da subito inserito e ai facchini è piaciuto molto”.

Un atteggiamento diverso da quello del precedente vescovo Lorenzo Chiarinelli…
“Credo siano due diversi modi di approccio – dice -. Un atteggiamento dovuto probabilmente ai rispettivi trascorsi. Fumagalli viene dalla parrocchia ed è abituato a stare in mezzo alla gente. Chiarinelli è più un teologo e questo lo avrà influenzato nel modo di rapportarsi con le persone”

L’altro ieri si sono concluse le cene tecniche in cui i Facchini hanno ricevuto le indicazioni utili per la serata del 3 settembre. “Quello di sabato sarà un trasporto eccezionale – conclude Rossi – perché abbiamo fatto ottanta spostamenti nella formazione dei facchini. Non siamo preoccupati per questo, perché chi ha sostituito le persone che sono andate via, ha alle spalle oltre 15 anni di esperienza.

Sarà una formazione, più giovane, ma comunque esperta, perché, tra i nuovi, c’è chi ha portato la macchina nei punti più pericolosi del Corso. Ogni reparto ha i suoi compiti. Nessuno andrà sotto senza sapere quello che deve fare. C’è tanta passione e fiducia in tutti quanti”.


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2 settembre, 2011

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