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Santa Rosa - Trasporto perfetto per i minifacchini del centro storico

Il trionfo di Archi lucenti

di Francesca Buzzi

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La Minimacchina del centro storico

La Minimacchina del centro storico

I minifacchini

I minifacchini

Il sollevate e fermi

Il sollevate e fermi

La Minimacchina del centro storico

Massimo Mecarini premia una sbandieratrice

Massimo Mecarini premia una sbandieratrice

Il vicesindaco Contardo con il questore Urti

Il vicesindaco Contardo con il questore Urti

Le sbandieratrici

Le sbandieratrici

I minifacchini

– Sono piccoli, ma ci mettono il cuore come i grandi (fotogalleryvideo).

Nei loro sguardi c’è la stessa tensione, la stessa paura, la stessa devozione di quelli che il 3 settembre porteranno in trionfo Fiore del Cielo.

Gli occhi di tutti sono su quel piccolo esercito bianco e rosso. I minifacchini.

I più piccoli guardano la loro Macchina quasi con paura. I più grandi, già abituati a quell’esperienza, fremono per alzarla sulle spalle.

Piazza Dante sembra quasi non riuscire a contenerli tutti. Alcuni si muovono scomposti tra le fila, parlano tra loro e fanno il chiasso tipico dei bambini della loro età. Ma basta un grido, un incitamento di Alessandro Lucarini a riportarli seri: “Evviva Santa Rosa!” “Evviva!” rispondono in coro e con una carica inaudita cominciano a posizionarsi sotto la struttura di Archi Lucenti.

Una volta sotto la Macchina Alessandro lancia loro l’ultimissimo avvertimento: “Ragazzi mi raccomando, metteteci la testa prima che le gambe”.

Il “Sollevate e fermi” lo urla Renzo Lucarini, visibilmente commosso, e poi abbraccia il sindaco Marini che conoscendo la dedizione con la quale da anni segue quei ragazzi, gli concede di pronunciare il fatidico segnale di partenza della Macchina.

E’ il 45esimo anno che la Minimacchina del centro storico passa per le vie di Viterbo. Il 1 settembre, come da tradizione, i piccoli facchini aprono le danze e accendono nei viterbesi quel clima di festa che si respira fino al 3 in un crescendo di emozioni e senzazioni prima del Trasporto per eccellenza.

Il tragitto è molto lungo, oltre un chilometro e mezzo, tra i vicoli più stretti del cuore di città. Il punto più critico è sempre lo stesso: l’archetto di via Mazzini. La punta estrema della Macchina, la coroncina che cinge la testa di Santa Rosa, fatica a passare. I minifacchini devono procedere con lentezza estrema e abbassarsi con cautela. Ma anche quest’anno tutto va liscio. La statuta sembra sempre non farcela e invece passa senza intoppi e supera l’arco.

Ma è solo l’inizio il percorso è ancora molto lungo e si snoda verso la chiesa della Pace, tipico punto di ritrovo dei Facchini più grandi, e poi scende verso via dell’Orologio Vecchio fino a piazza delle Erbe. Qui una sosta un po’ più lunga delle altre poi via Saffi, la discesa vicina a Palazzo Gentili e piazza del Comune. Infine l’ultima volata a via Roma, Corso Italia, un pezzo della salita di via Santa Rosa, via Mazzini e di nuovo il punto di arrivo in piazza Dante.

Prima del trasporto lo spettacolo è iniziato ad entrare nel vivo già con l’esibizione degli sbandieratori e della banda. Tantissimi poi i premi consegnati ad alcuni dei minifacchini dalle maggiori autorità: il sindaco Marini e il vicesindaco Contardo, il presidente della Provincia Meroi, la senatrice Allegrini, il consigliere regionale Parroncini e diversi assessori e consiglieri sia provinciali che comunali.


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1 settembre, 2011

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