Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--
Caffeina-Stagione-Teatrale-580x60
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Operazione Lions

Interrogatori di garanzia, gli arrestati si difendono

Condividi la notizia:

Gli arrestati detenuti a Mammagialla

M.S., 46enne

Sebastiano Masuero, 46enne

Spartaco Pasquini, 45enne

Spartaco Pasquini., 45enne

G.M., 44enne

Marco Gentile, 44enne

P.C., 58enne

Claudio Pezzini, 58enne

– Si sono conclusi nel primo pomeriggio di ieri gli interrogatori di garanzia dei quattro arrestati dell’operazione Lions detenuti a Mammagialla.

Spartaco Pasquini, Marco Gentile, Claudio Pezzini (difesi dall’avvocato Vincenzo Dionisi) e Sebastiano Masuero (assistito dal legale Marco Ricci) sono stati ascoltati nel carcere viterbese dal gip del tribunale di Viterbo Franca Marinelli. Per gli altri tre, in carcere a Orvieto, Voghera e La Spezia, procederà l’autorità giudiziaria competente per territorio.

I detenuti viterbesi non si sono sottratti alle domande del gip. Iniziati alle 12,30, gli interrogatori sono andati avanti per circa due ore.

Masuero, calabrese ma residente a Bolsena, ha ammesso di essere stato in possesso di una modica quantità di droga. Circa dieci grammi di cocaina rimasti invenduti e, quindi, mai ceduti a terzi. Ha smentito, invece, l’altra accusa: quella di aver aiutato l’imprenditore bolsenese di pompe funebri Spartaco Pasquini a minacciare un collega con una testa d’agnello fuori dalla porta di casa.

Accusa, questa, respinta anche dallo stesso Pasquini, che assicura di essere in buoni rapporti con l’impresario minacciato.

A Pasquini vengono contestate anche le lettere minatorie al consigliere di Sel Maurizio Puri e a un carabiniere. E su questo punto, non solo l’imprenditore bolsenese si ritiene innocente ma avrebbe anche detto di essere intenzionato a far luce sulla vicenda. Anche perché una delle due lettere, quella inviata al carabiniere, riporta il nome della moglie di Pasquini: “Sta’ lontano da E.”, vi si legge. E l’imperativo al militare, come nel caso del consigliere, è reso ancora più chiaro dai due proiettili nella busta.

Per quanto riguarda l’altro bolsenese, il 58enne Claudio Pezzini, anche lui si è detto estraneo a ogni accusa. Di vero ci sarebbe solo il prestito che Pezzini aveva fatto a un imprenditore ma, come aveva spiegato nei giorni scorsi il suo avvocato, non ricevette mai indietro i soldi. Per la difesa mancherebbe, inoltre, la refurtiva del furto commesso, secondo la Procura, da Pezzini. E quanto alla ricettazione dei mobili d’epoca, il 58enne bolsenese si è difeso dicendo di non sapere che erano stati rubati in precedenza. Lo stesso argomento lo avrebbe usato Marco Gentile a proposito dei leoni di porfido trovati in suo possesso a ottobre 2010, sequestrati e, sempre secondo l’accusa, da lui ricettati.

Gli avvocati presenteranno nei prossimi giorni formali richieste di alleggerimento delle misure cautelari. Su queste il gip si pronuncerà la prossima settimana, quando avrà un quadro completo dopo gli interrogatori degli altri quattro arrestati, tutti ai domiciliari.


Condividi la notizia:
14 settembre, 2011

    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR