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Viterbo - Operazione Lions

Interrogatori di garanzia, gli arrestati ribattono punto su punto

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Romolo Esposito, 59enne

Romolo Esposito, 59enne

Nadiya Drobius, 40enne

Nadiya Drobius, 40enne

Emanuele Casasoli, 35enne

Emanuele Casasoli, 35enne

Marco Barbini, 56enne

Marco Barbini, 56enne

– Interrogatori di garanzia, gli arrestati ribattono punto su punto.

Ieri mattina sono state ascoltate dal gip Franca Marinelli le quattro persone agli arresti domiciliari per l’operazione Lions. Gli altri sette, che invece sono attualmente in carcere, erano già stati sentiti martedì mattina.

Nessuno dei quattro, tre uomini e una donna, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Tutti hanno risposto punto su punto alle domande del gip Marinelli spiegando la loro posizione con dovizia di particolari.

Romolo Esposito, difeso dall’avvocato Remigio Sicilia, ha negato ogni addebito sulla detenzione di monete false. “Abbiamo spiegato al gip – afferma il legale – che il mio cliente non aveva alcuna moneta falsa come è emerso anche dalle due perquisizioni a sorpresa effettuate dai carabinieri.

In casa gli inquirenti avevano trovato soltanto delle banconote false ma con la scritta “fac simile” molto evidente. Esposito ha spiegato che queste banconote erano evidentemente false e usate solo per uno scherzo, tanto che i carabinieri non le hanno nemmeno sequestrate durante la perquisizione”.

Anche gli altri tre: Naduya Dobrus, Emanuele Casasoli e Marco Barbini, difesi da Vincenzo Dionisi, hanno parlato e contestato le proprie posizioni.

Sia l’avvocato Sicilia che l’avvocato Dionisi presenteranno oggi in giornata la richiesta di revoca delle misure cautelari che poi il gip Marinelli dovrà esaminare.

“Del resto – precisa il legale Dionisi – stiamo parlando di fatti accaduti nell’ottobre del 2010. Non c’è alcun bisogno di usare misure detentive così pesanti, né i domiciliari né tantomeno l’arresto in carcere per le altre sette persone coinvolte. E’ passato più di un anno e, quindi, non ci sono più esigenze cautelari legate al reiteramento dei reati o all’inquinamento delle prove”.


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17 settembre, 2011

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