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Operazione Lions - Carabinieri - 11 arresti

L’inchiesta partita da un caso di estorsione

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Il colonnello Dell'Agnello, il comandante Papa e il luogotenente Lauretti illustrano i dettagli dell'operazione

Il colonnello Dell'Agnello, il comandante Papa e il luogotenente Lauretti illustrano i dettagli dell'operazione

Gli arrestati

B.S., 58enne

B.S., 58enne

M.S., 46enne

M.S., 46enne

E.R., 59enne

E.R., 59enne

D.N., 40enne

D.N., 40enne

C.E., 35enne

C.E., 35enne

B.M., 56enne

B.M., 56enne

P.S., 45enne

P.S., 45enne

P.C., 58enne

P.C., 58enne

C.S., 56enne

C.S., 56enne

G.M., 44enne

G.M., 44enne

Le immagini della conferenza stampa

Il colonnello Gianluca Dell'Agnello, comandante provinciale dei carabinieri

Il colonnello Gianluca Dell'Agnello, comandante provinciale dei carabinieri

Alessio Papa, comandante dei carabinieri di Montefiascone

Alessio Papa, comandante dei carabinieri di Montefiascone

Il luogotenente Luciano Lauretti

Il luogotenente Luciano Lauretti

Il colonnello Dell'Agnello, il comandante Papa e il luogotenente Lauretti illustrano i dettagli dell'operazione
Il colonnello Dell'Agnello, il comandante Papa e il luogotenente Lauretti illustrano i dettagli dell'operazione

Operazione Lions, 11 arresti. (fotocronaca * video – gli arresti)

Questa mattina, alle 6, nell’ambito dell’indagine “Lions” dei carabinieri del comando provinciale di Viterbo e della compagnia di Montefiascone, sono state arrestate 11 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di furto in abitazione, ricettazione di opere d’arte, usura, minaccia, illecita detenzione di arma da fuoco e munizionamento, spendita di banconote false e spaccio di droga.

La maxi-operazione, che ha visto impegnati oltre 80 carabinieri e unità cinofile di Santa Maria in Galeria, ha interessato principalmente il Comune di Bolsena, ma anche Soriano nel Cimino, Gradoli, Vetralla e le province di Pavia, Terni, Grosseto, La Spezia e Massa Carrara.

L’operazione Lions, coordinata dal sostituto procuratore Stefano D’Arma, nasce dalla conclusione di un’altra attività di indagine dei carabinieri di Montefiascone che aveva visto, nel 2009, due degli 11 arrestati di oggi, zio 58enne e nipote 35enne di Bolsena, nei panni di vittime del reato di estorsione da parte di un pregiudicato napoletano che era stato arrestato in flagranza il 30 settembre 2009.

Gli ulteriori accertamenti avevano però rivelato che lo zio 58enne, a sua volta, era responsabile di aver prestato consistenti somme di denaro a un esercente di Montefiascone in gravi difficoltà economiche, chiedendone la restituzione maggiorata con interessi di tasso usuraio.

Da qui sono scattate le intercettazioni telefoniche e ambientali che, oltre a confermare il reato in questione (l’usura), hanno aperto nuovi scenari delinquenziali che hanno visto coinvolte, a vario titolo, in molte occasioni in concorso tra loro, le altre persone arrestate nella mattinata di oggi.

In particolare è stato scoperto un furto in abitazione, perpetrato a Bolsena da due degli arrestati (il 58enne e il 58enne torinese arrestato a Sarzana), i cui preziosi rubati, insieme ad altri 15 chili di argenteria provenienti da un altro furto commesso in provincia di Rieti, erano stati ricettati.

Sono state poi recuperate, nel corso delle perquisizioni, effettuate il 16 ottobre scorso, diverse opere d’arte, talvolta di ingente valore storico-artistico, come i due leoni in porfido (cui è dedicato il nome dell’operazione) sottratti nel 2009 dal Real Collegio di Lucca, talvolta ritenuti irrimediabilmente persi come il busto reliquiario ligneo raffigurante San Dioniso, del quale il Comune di Valfabbrica (Perugia) era stato derubato nel lontano 1933.

Per la ricettazione di tutti i beni culturali rinvenuti sono stati individuati i cinque responsabili: il già citato 58enne bolsenese, la sua 40enne compagna russa, un 39enne di Ficulle arrestato a Porto Santo Stefano, un 44enne di Gradoli e un 59enne di Portalbera, provincia di Pavia.

Ma l’indagine ha permesso poi, grazie anche alle attività investigative tradizionali, di rivelare altri episodi altrettanto allarmanti.

E’ stato individuato il responsabile, un 45enne imprenditore di Bolsena, di un atto intimidatorio nei confronti di un consigliere comunale di minoranza, commesso nel tentativo di ottenere benefici per la sua attività imprenditoriale, nonché nei confronti di un militare dell’Arma, perpetrato nel vano tentativo di farlo desistere da indagare sul suo conto per una estorsione che l’imprenditore, aiutato dal 46enne calabrese arrestato a Soriano nel Cimino, aveva perpetrato nei confronti di un concorrente locale per “convincerlo” a non fare affari in quella che era ritenuta “la sua zona”. Nell’occasione, il sistema adottato era stato decisamente “cinematografico” con il recapito allo sfortunato concorrente di una testa di agnello sanguinante.

Non sono mancati poi fatti connessi all’illecita detenzione e spaccio di cocaina che ha visto coinvolti tre dei soggetti arrestati (il “nipote” di Bolsena da cui era scaturita l’indagine, il già citato 46enne complice complice dell’estorsione e il 44enne di Gradoli) , al secondo dei quali, nel corso delle odierne perquisizioni, sono state sequestrate quattro piante di canapa indiana e diversi semi).

In ultimo, ma non per importanza, l’arresto di un 59enne di Vetralla, per il reato di spendita di banconote false, tra l’altro perpetrato nei confronti del più volte citato “nipote” di Bolsena e di un 56enne di Bolsena, cui è stato contestata l’illecita detenzione di un’arma da fuoco.

Sette degli arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati portati in carcere, mentre altri quattro sono stati ammessi al regime degli arresti domiciliari.


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10 settembre, 2011

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