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Morte annunciata del centro storico - Dal 30 settembre i giovani viterbesi dovranno fare a meno del loro punto di ritrovo a piazza delle Erbe

Lo Shu Lounge chiude

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I gestori dello Shu

I gestori dello Shu Maurizio Bisegna e Husein Karic

– “Cari amici miei, è difficile trovare le parole per esatte per darvi questo annuncio. Lo Shu lounge chiude“.

Così i gestori dello storico locale viterbese, Maurizio Bisegna e Husein Krasic annunciano che l’avventura dello Shu si interromperà il 30 settembre. E, nello spiegare i motivi di una scelta che dicono dolorosa, ne ripercorrono l’intera storia.

“Nel 2005 coronando un nostro sogno – raccontano -, abbiamo aperto lo Shu Lounge. Già sapevamo come sarebbe stato lo Shu. Doveva essere diverso, doveva racchiudere i nostri sogni, tutte le esperienze dei nostri innumerevoli viaggi. Quindi il primo Shu era un viaggio tra maschere africane, quadri asiatici, lampade marocchine, cibi e sapori del mondo.

E poi l’aperitivo, doveva essere come i migliori locali di Milano, e amici miei ci eravamo veramente riusciti, avevamo portato a Viterbo quel nuovo modo di fare l’aperitivo che poi è stato inevitabilmente adottato dai migliori locali e bar di Viterbo”.

Lo Shu è stato una novità assoluta per i giovani viterbesi che cercavano il loro luogo di ritrovo. A cominciare dai dettagli. Un grande divano al posto di tavoli e sedie.

“Ci hanno riprovato in tanti a imitarlo – sottolineano i gestori -, ma mai sono riusciti ad assistere all’enorme spettacolo di vita che esplodeva a piazza delle Erbe. Era ritornato a essere il cuore pulsante di Viterbo, non potevi non esserci, tutti i viterbesi nelle notti estive si riversavano in piazza.

Lo Shu ha creato e distrutto amori. E’ stato un viaggio stupendo, ha cambiato le nostre vite e ci ha riempito di ricordi splendidi, ma purtroppo il viaggio è arrivato alla fine. Il 30 settembre ci berremo la nostra ultima birra nel nostro€ locale e poi spegneremo musica, luci, gireremo la chiave dello Shu Lounge per l’ultima volta e partiremo per nuovi viaggi e nuove avventure”.

I motivi sono tanti. Primo tra tutti la morte annunciata del centro storico. “I primi responsabili di questa situazione – dichiarano Krasic e Bisegna – sono i vertici dell’amministrazione locale. Viterbo è una città fantastica. Ci sono storia, natura, terme. Eppure è vuota. Non è ricettiva per il turista, è un paesone in cui la notte non ci sono taxi. Il centro storico è indecente, auto una sull’altra, fontane sporche o rotte, fili della corrente su tutte le facciate dei palazzi, transenne sparse per le strade. Stanno chiudendo tutti. E il Comune cosa fa? E’ impegnatissimo nell’elaborare ordinanze fondamentali per migliorare il centro” dicono ironicamente.

“La più famosa e ridicola – continuano i gestori dello Shu – è quella dei panini. Ma come si fa a pensare ma soprattutto sottoscrivere un documento che vieta il consumo di cibi per le strade del centro? Sono cose da pazzi! Poi di ordinanze ne sono seguite molte, tutte con l’intento di educare la gente a vivere civilmente la città, ma con regole assurde. Esempio è l’ordinanza che vieta la vendita dopo le 23 di alcol, se viene consumato fuori dalle pertinenze del locale, pena multa per cliente e gestore. Ma come faccio io gestore a sapere se il cliente consuma dentro o fuori le mie pertinenze? Io vendo una birra dentro il mio locale, poi non posso certo né controllare ne costringere il cliente a non uscire”.

Lo Shu – proseguono Bisegna e Krasic – è sicuramente un locale scomodo per alcune delle persone che vivono in piazza delle Erbe e nei dintorni, perché inevitabilmente dove c’è tanta gente si crea rumore, tanto rumore. Purtroppo gli incivili non mancano mai, e quindi c’è stato qualche imbecille che orinava nei vicoli, o qualche altro che rompeva una bottiglia di birra per terra. Noi eravamo coscienti che purtroppo potevamo creare disagi, e garantisco che abbiamo fatto tutto il possibile per limitare al massimo il problema”.

E infine una precisazione. “Noi non chiudiamo per colpa del Comune, questi sono tutti problemi che avremmo affrontato con estrema tranquillità, se la situazione economica fosse stata più florida. Lo Shu chiude solo per questioni economiche, purtroppo i tempi sono cambiati, la crisi economica non aiuta, ci sono nuove realtà, si esce di meno. E soprattutto noi, io e Husein, non abbiamo più l’entusiasmo di prima, quindi con enorme rammarico abbiamo deciso di portare a termine questo fantastico viaggio.

Il 30 settembre organizzeremo una grande festa di chiusura, vogliamo invitare tutti i nostri amici, tutti quelli che hanno fatto parte dell’enorme famiglia di chi ha lavorato da noi, invitiamo chi ci vuole bene e chi ci vuole male, invitiamo tutti i residenti che hanno sottoscritto la raccolta firme contro lo Shu, invitiamo il sindaco. Così, questi ultimi in particolare, potranno festeggiare insieme a noi la fine di una battaglia probabilmente vinta da loro”.


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12 settembre, 2011

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