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Viterbo - Il gruppo del Pd pensa alle future elezioni

Primarie sicure ancora al lavoro

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Riceviamo e pubblichiamo – L’assemblea comunale del Pd, tenutasi mercoledì 21 a seguito di auto convocazione, ha dapprima discusso, votato e approvato un documento presentato da esponenti riconducibili alle tre correnti che hanno dominato, pur attraverso alterne vicende, la vita del partito sin dalla sua travagliata nascita e successivamente ha respinto, con maggioranza più esigua rispetto all’esito della prima votazione, un documento centrato sulla richiesta di elezioni primarie presentato dal gruppo “Primarie sicure a Viterbo”.

Più in dettaglio, la mozione di maggioranza è stata approvata con 38 voti favorevoli e 9 contrari, mentre la mozione presentata dal gruppo “Primarie sicure a Viterbo” è stata respinta con 27 voti contrari rispetto agli 8 favorevoli.

Anche se la conclusione appariva scontata sotto un profilo meramente numerico già alla vigilia del voto, l’assemblea ha fornito, comunque, l’occasione per una prima salutare discussione democratica all’interno del Pd cittadino, delineando una maggioranza ed un’opposizione finalmente distinguibili sul piano dei contenuti, con l’abbandono del modello unanimistico che caratterizza da sempre i riti officiati nel partito.

I motivi che hanno condotto il gruppo Primarie sicure a Viterbo a votare contro il documento di maggioranza sono racchiusi, anzitutto, nel fastidio provato da tanti nel leggere il passaggio, contenuto nel documento stesso, relativo all’appoggio dato dal partito viterbese e dalle sue poco visibili strutture al referendum per l’abolizione della “legge porcata”.

Tale affermazione, infatti, è stata considerata alla stregua di un tardivo quanto maldestro tentativo di mettere il cappello su un’iniziativa che si è sviluppata esclusivamente grazie a una generosa mobilitazione condotta dal basso da quei militanti che spontaneamente si sono resi disponibili ad organizzare i banchetti.

La ragione di dissenso ancor più dirimente, però, è emersa nel corso del successivo dibattito sulle primarie ed è legata al rifiuto, manifestato dai gruppi di maggioranza, di accettare un impegno stringente, sul piano sia della tempistica, sia della disponibilità a porre in essere gli indispensabili adempimenti, primo fra tutti il varo del comitato promotore.

Si sono preferiti, invece, un laconico richiamo allo statuto e l’esternazione di dichiarazioni, pure apparentemente roboanti, ma del tutto evanescenti quanto alla predisposizione di strumenti per presidiarne l’operatività.

Inoltre, nel dibattito sono emerse significative differenze su importanti aspetti di merito, in particolare sul peso eccessivo che ha rivestito l’edilizia per l’economia della città, oltre che in materia di alleanze, alla luce dell’ambiguità che da sempre caratterizza l’operato di personaggi chiave dell’Udc su temi salienti per lo sviluppo della città, da non rincorrere ad ogni costo.

Sono proprio queste differenze che impongono la prosecuzione dell’impegno del gruppo “Primarie sicure a Viterbo” e che si sostanzieranno, a breve, nelle già preannunciate attività di analisi e riflessione sul futuro della città.

Gruppo Primarie sicure a Viterbo

 

 


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23 settembre, 2011

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