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Canepina - A due giorni dall'inondazione

Un paese in lotta contro il fango

di Emma Sanna

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Il sindaco Maurizio Palozzi durante i sopralluoghi

Il sindaco Maurizio Palozzi durante i sopralluoghi

Il presidente Meroi tra i cittadini

Il presidente Meroi tra i cittadini

La voragine in piazzale Sandro Pertini

La voragine in piazzale Sandro Pertini

Gli speleologi mandati dalla Regione

Gli speleologi mandati dalla Regione

Una della auto travolte dalla frana

Una della auto travolte dalla frana

La protezione civile al lavoro

La protezione civile al lavoro

Il fango arrivato dappertutto

Il fango arrivato dappertutto

– Un forte odore di fango. Aspro. Pungente. Di quello che rimane in gola e non va via. Per le strade, nelle cantine, nei portoni.

A Canepina sono ancora tutti al lavoro per ripulire strade, cantine, chiese. Per spazzare via il fango (video: Canepina si rimbocca le manichegallery: Canepina due giorni dopo – Canepina sommersa dal fango ).

Decine e decine gli stabili inondati nella notte tra domenica e lunedì. Le donne di Canepina passano i giorni con gli stivali, gli scopettoni e gli stracci per riportare tutto alla normalità, o almeno ci provano.

I garage hanno ancora i segni dell’inondazione. Da terra fino a un metro, un metro e mezzo, le pareti sono ancora sporche di fango, e mostrano quanta acqua e detriti sono entrati.

Molto è già stato fatto. Dai vigili del fuoco, dalla protezione civile, e soprattutto dagli stessi canepinesi. Ma molto resta ancora da fare .

Il sindaco Maurizio Palozzi gira frenetico per il paese. Tutti lo fermano. Tutti hanno qualcosa da dirgli, nella speranza che lui possa aiutarli.

“Guarda qui Maurizio, è tutto rovinato”, gli dicono. “Lo vedi Maurì? Dobbiamo buttare via tutto!”

E lui, ancora con la paura e la preoccupazione negli occhi, risponde a tutti, cercando di rassicurare la sua gente.

“Avevo ancora il terrore del 5 ottobre scorso, quando è venuta giù tutta quell’acqua – racconta il sindaco Palozzi -. Era di mattina. A quell’ora i bambini andavano a scuola. Era venuto giù di tutto. E adesso ci tocca ricominciare.

Ma ora basta. Servono interventi diversi. Strutturali. Interventi che ci garantiscano che cose del genere non accadano più.

Vogliamo dormire tranquilli la notte”.

Oggi a Canepina ci sono i tecnici della protezione del suolo della Regione Lazio, insieme a due speleologi. Faranno una serie di sopralluoghi nei punti critici, quelli più danneggiati dalla frana.

Tra questi piazzale Sandro Pertini. Al centro del parcheggio si è aperta una voragine di circa due metri, proprio sopra allo snodo del sistema fognario del paese. Poco più in là, le stesse condotte che l’amministrazione aveva ricostruito dopo il nubifragio del 5 ottobre scorso.

“E’ per questo che sostengo che ci servono interventi importanti – spiega il sindaco Palozzi – . Il terreno deve sostenere una quantità d’acqua fuori dal normale. L’altra notte sono caduti 60 millimetri d’acqua in un’ora. Una quantità enorme e inimmaginabile. E accaduto due volte in un anno. Non si tratta più eventi eccezionali.

Ora c’è bisogno che dalle parole si passi ai fatti. Tutti quelli che hanno promesso di aiutarci, lo facciano. L’anno scorso non ce lo hanno concesso, ma quest’anno noi pretendiamo lo stato di calamità”.

Per le strade di Canepina, oggi c’è anche il presidente della Provincia Marcello Meroi. Entra nelle cantine. Parla con la gente. E’ qui anche lui per rendersi conto dei danni. E anche lui viene fermato e braccato dalla gente, che vuole essere ascoltata, che cerca risposte, che si chiede perché un’altra volta si ritrova con gli stivali a spalare il fango.

E presto verrà anche il vescovo a portare la sua solidarietà. Lino Fumagalli infatti ha già preso contatti con don Mario Zanasi, il parroco di Canepina, per celebrare una messa, il prima possibile, nella chiesa di San Michele arcangelo.

La chiesa, inondata nella notte della frana, è stata ripulita in un giorno da una trentina di persone che hanno lavorato ininterrottamente.

Spettrale invece l’immagine di piazzale Primo maggio. In un angolo del parcheggio sono state portate le auto che erano state travolte dalla frana. Più di dieci auto ammucchiate lì, ammaccate, piene di fango, con i vetri a pezzi e la carrozzeria distrutta.


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21 settembre, 2011

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