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Dimettersi? E perché mai…

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Sandro Zucchi

Sandro Zucchi

Giovanni Arena

Giovanni Arena

– Dimettersi? E perché mai…

E’ unanime la risposta degli assessori Sandro Zucchi e Giovanni Arena, rinviati a giudizio venerdì scorso per l’inchiesta Cev. L’ipotesi di lasciare il loro incarico nella giunta comunale sembra a entrambi remota. Ingiustificata. Inutile.

“Perché mi dovrei dimettere – risponde quasi in tono di sfida l’assessore Zucchi -. Che cosa ho fatto? Sono stato rinviato a giudizio per abuso d’ufficio per una pratica sull’affidamento del collaudo delle caldaie al Cev.

Dovrei, quindi, dimettermi perché ho firmato una delibera proposta dall’ufficio ai lavori pubblici. Un documento che aveva anche il parere favorevole dell’ingegnere capo del Comune e in cui si specificava che il Cev fosse l’unica ditta in grado di svolgere quel compito. Ho solo firmato”.

Per quanto riguarda la costituzione di parte civile del Comune Zucchi non si scuce, specificando solo che lui non rientra tra quelli che devono risarcire l’amministrazione.
“Al momento non ci sono condanne – afferma -. Ora, solo per il fatto di essere stati indagati non vuol dire che ci siano necessariamente delinquenti. La legge deve fare il suo corso. Anche perché a volte i procuratori sbagliano. Anzi, il 90 per cento delle volte sbagliano.

Io – ricorda Zucchi – sono stato rinviato a giudizio per un certificato e dopo cinque anni mi hanno assolto perché il fatto non sussiste. Sono rimasto in attesa per avere giustizia e solo perché il procuratore e il suo consulente si erano sbagliati”.

A infastidire più Zucchi è, però, il reato che gli è stato contestato e che a giugno 2012 cadrà in prescrizione. “Mi domando perché imputarmi l’abuso d’ufficio – dice, tornando di nuovo sulla questione -. Faccio l’ortopedico, i miei figli sono liberi professionisti  e non ho parenti al Cev. Vorrei capire dove sta l’abuso d’ufficio per un collaudo di caldaie.

Tutti sono stati messi all’interno di un grande calderone, per dimostrare che ci sono dei colpevoli. Ma colpevoli di cosa? Pensiamo davvero che Gabbianelli possa aver messo su un’associazione a delinquere. Non mi sembra possibile anche perché è stata sempre una persona più che onesta.

Secondo me – conclude – alla base di tutto c’è solo un fine politico: far cadere la maggioranza di centrodestra”.

Contrario alla possibilità di dimettersi è anche l’assessore ai Lavori pubblici Giovanni Arena in partenza per l’Arpa. “Lascerò il mio incarico solo per iniziare il lavoro in Regione”.

Anche a lui è contestato lo stesso reato e sempre sulla stessa delibera. “Mi è stato imputato l’abuso d’ufficio sulla delibera di affidamento del controllo delle caldaie al Cev – spiega Arena -. Non mi sembra una motivazione valida per dimettersi. Anche se il reato a giugno 2012 cadrà in prescrizione – continua – sto valutando l’ipotesi di farmi giudicare, perché davvero non mi sento colpevole di nulla.

La delibera è inoltre sempre accompagnata da pareri di legittimità dei tecnici che, in un certo senso, deve verificare il documento da un punto di vista tecnico e formale”.

Per quanto riguarda la costituzione di parte civile dell’amministrazione, l’assessore spiega: “Aspetterò di vedere le motivazioni del giudice per poi decidere insieme al sindaco”.

Irraggiungibile, invece, per tutta la giornata il terzo assessore rinviato a giudizio, Paolo Muroni,  il cui telefono ha continuato a squillare a vuoto fino a sera.

Paola Pierdomenico


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