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“Valuteremo se costituirci parte civile”

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Giulio Marini

–  “Valuteremo se costituirci parte civile. Questa è una decisione “di transizione”, che non condanna nessuno e che il giudice deve ancora motivare. Per sbilanciarsi sul futuro è ancora troppo presto”. Il sindaco di Viterbo Giulio Marini tentenna, prende tempo e non se la sente di dire come agirà il Comune all’indomani dei rinvii a giudizio per lo scandalo Cev. Vuole attendere che sia la giustizia a fare il suo corso, stabilendo eventuali responsabilità.

“Aspetto di vedere le carte prima di prendere decisioni – afferma Marini -. Non abbiamo ancora a disposizione le motivazioni dei rinvii a giudizio. Appena ci saranno i documenti faremo un approfondimento e valuteremo cosa fare”.

La decisione sul Cev è arrivata nella tarda serata di venerdì e il Comune avrà tempo fino al 13 dicembre, data dell’inizio del processo, per decidere. “La notizia dei rinvii era nell’aria- dice Marini -, ma ho fiducia nella giustizia e negli uomini. Non voglio sostituirmi alla legge, ma, dal punto di vista politico, mi sento di dire che ho lavorato e lavoro con persone oneste”.

L’inchiesta coinvolge parte dell’amministrazione attualmente in carica, tra cui gli assessori Giovanni Arena, Paolo Muroni e Sandro Zucchi. Un problema politico non da poco, ma che per il primo cittadino diventerebbe tale solo al momento della condanna definitiva.
“Mi giudico una persona onesta – dice Marini -. Da quello che ho potuto constatare in questi tre anni, ho avuto a che fare con uomini che hanno lavorato, anche nella precedente amministrazione, e che hanno dato prova di correttezza negli atti portati a compimento.

L’eventuale danno all’amministrazione sarà stabilito dai giudici nelle diverse fasi processuali. Solo quando i fatti saranno accertati faremo un’analisi più approfondita, coinvolgendo anche il partito. Ma dobbiamo tenere conto che ancora non c’è un giudizio definitivo e non sono io che devo giudicare. Non spetta a me. Io devo solo assicurare la serietà della mia amministrazione e sfido chiunque a dire il contrario”.

Quali saranno a questo punto le prospettive per il comune?
“Le prospettive sono difficili a prescindere da queste questioni. C’è una crisi economica internazionale da affrontare. Per quanto riguarda il Cev dobbiamo capire chi ha sbagliato tra la politica e chi ha amministrato. A oggi la situazione è ancora confusa ed è per questo che sono state avviate azioni di responsabilità da parte del comune per fare chiarezza. E’ vero, il rinvio a giudizio c’è. Manca, però, una condanna“.


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