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Tribunale - In aula la testimonianza della madre della ragazza

Violentata per nove anni dallo zio

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L'assessore comunale Giovanni Bartoletti

L'avvocato Giovanni Bartoletti

L'avvocato Massimo Pistilli

L'avvocato Massimo Pistilli, legale di parte civile della ragazza

Nove anni di presunti abusi da parte dello zio acquisito. Sei anni di indagini e processo. Una vicenda datata e dolorosa che vede alla sbarra un uomo di Tuscania, imputato per violenza sessuale e, come parte civile, la nipote oggi 19enne.

L’ennesima udienza si è svolta ieri al Palazzo di giustizia viterbese. Sul banco dei testimoni, la madre della ragazza, ascoltata dal collegio presieduto dal giudice Maurizio Pacioni. La donna ha ripercorso tutta la storia.

Nel ’97, da Udine si trasferì col marito e la figlia a Tuscania. Qui vivevano la cugina e il marito, l’attuale imputato. Entrambi hanno dato loro una mano, anche con la bambina che, spesso, andava a casa loro a fare i compiti.

Per i genitori era tutto normale. Non si accorsero mai di nulla. Solo quando la ragazza si confidò con un’amica in chat vennero a sapere delle avances dello zio. A quel punto, la 14enne sporse denuncia in questura. Da qui, l’arresto dell’uomo per violenza sessuale, le indagini e il processo, che si trascina dal 2006. All’ultima udienza, la ragazza è sbottata: quando ha saputo che la seduta era stata rinviata ha gridato ai giudici che non ne poteva più, sbattuto a terra una bottiglia d’acqua e lasciato l’aula in lacrime. Segno di un disagio covato per anni.

Sentita nel 2008 in sede di incidente probatorio, ha detto di essere preda delle attenzioni dello zio da quando aveva cinque anni. Le violenze sarebbero consistite in ripetuti palpeggiamenti. Inoltre, secondo quanto raccontato dalla giovane, lo zio le inviava continuamente messaggi sul cellulare.

Buona parte dell’udienza di ieri è stata “occupata” dalle richieste della difesa. L’avvocato Bartoletti ha chiesto e ottenuto l’acquisizione degli atti del fascicolo del pm. La seconda richiesta era quella di poter sentire la ragazza in aula. Ma il collegio l’ha respinta dopo un’ora di camera di consiglio. “Rispetto la decisione dei giudici – ha commentato l’avvocato Bartoletti -, ma trovo assurdo che, nel 2011, una persona si trovi a dover essere giudicata da un magistrato che non ha potuto sentire la versione di chi accusa, ossia della parte offesa. E’ vero che la ragazza fu sentita nell’ambito dell’incidente probatorio, ma solo due anni dopo la denuncia, quando era già stata sentita, in precedenza, da agenti e inquirenti. Ecco perché, a mio avviso, sarebbe stata necessaria una nuova audizione”.

Il processo continuerà con l’ascolto di altri testimoni il prossimo 21 febbraio.


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19 ottobre, 2011

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