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Civita Castellana - Il capogruppo del Pdl bacchetta la maggioranza consiliare

“Crolla l’invincibile armata di Angelelli”

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Francesco Urbanetti

Francesco Urbanetti

Riceviamo e pubblichiamo – Il sindaco Angelelli e la sua giunta, dopo solo due anni di governo della città, forse è il caso che vadano a casa.

Ieri in consiglio comunale è andata in scena la morte politica, per certi versi annunciata, della coalizione di centrosinistra che governa la città.

Erano mesi che denunciavamo un atteggiamento poco rispettoso delle istituzioni da parte di questa maggioranza, un mix di menefreghismo e di arroganza, come la continua mancanza dei consiglieri di maggioranza nelle commissioni e nel consiglio comunale; erano evidenti le lacerazioni che si stavano consumando al loro interno.

Nate in un primo momento con la diaspora dei tre dissidenti Gianluca Parroccini, Patrizia Palmieri e Antonio Zezza e la fuoriuscita dal gruppo di Sinistra e libertà del consigliere Fabrizio Scarponi, dopo le richieste di dimissioni avanzate dallo stesso partito, (pur restando in consiglio comunale in qualità di consigliere indipendente), sono continuate ieri sera con la dipartita, dopo metà consiglio per motivi che non conosciamo, del consigliere di rifondazione comunista Maurizio Romani.

Il consiglio doveva prendere decisioni importanti riguardanti la variazioni di destinazione d’uso dell’area dove insiste il noto centro artigianale ex Zanganella, dove l’amministrazione intende acquistare i locali della farmacia e sulla discarica di rifiuti non pericolosi autorizzata nel mese di agosto nella località di Sant’Agata.

Il melodramma politico si è sviluppato alle 20,10 nel pieno delle polemiche sulla discussione riguardante la variante urbanistica della zona di Fontana Matuccia, per intenderci dove è collocato l’edificio ex Zanganella; il sottoscritto ha chiesto la verifica del numero legale, la maggioranza in difficoltà ha richiesto quaranta minuti di sospensione del consiglio, ma al rientro, dopo oltre un’ora di attesa, i consiglieri della maggioranza presenti erano solamente nove su quattordici (il numero minimo per raggiungere il numero legale è di undici consiglieri),così il presidente del Consiglio è stato costretto a mandare tutti a casa.

L’urbanistica e l’ambiente si sa, sono due ambiti dove ruotano enormi interessi economici.

Sta di fatto che, l’invincibile armata del sindaco Angelelli, forte di ben 14 consiglieri di maggioranza su 7 di opposizione, che aveva vinto le elezioni, si è dissolta come neve al sole.

Ora, cosa intende fare il sindaco? Far finta di niente o prendere atto che non esiste più la maggioranza e dimettersi?

Per il momento annuncia querele ed esposti alla procura contro l’operato della precedente amministrazione, sperando che l’opposizione si acquieti.

Egregio sindaco purtroppo le devo dare una brutta notizia: questo metodo intimidatorio può funzionare solo contro coloro che hanno la coscienza sporca.

E non è il nostro caso.

Francesco Urbanetti
Capogruppo consiliare del Pdl

 


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25 novembre, 2011

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