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Viterbo - Il testimone ha visto solo gli agenti nell'atto di ammanettarlo

De Cupis, nessuno ha assistito al pestaggio

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Cristian De Cupis

Cristian De Cupis

Il garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni

Il garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni

Il sostituto procuratore Stefano D'Arma

– Nessun testimone oculare ha assistito al pestaggio di Cristian De Cupis. Nessuno ha visto gli agenti alzare le mani sul detenuto 36enne morto a Belcolle.

Il garante dei detenuti Angiolo Marroni precisa. Il lancio Ansa divulgato l’altro ieri sera parlava di un avvocato romano che aveva assistito alle percosse. Ma non era vero: il legale ha visto semplicemente gli uomini della Polfer nell’atto di ammanettare De Cupis alla stazione Termini la sera del 10 novembre, ma nulla di più.

Gli agenti della polizia ferroviaria dicono di averlo arrestato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, dopo che aveva sferrato un pugno a un passante. A documentarlo, i filmati delle telecamere della stazione. Quando l’avvocato lo ha visto, De Cupis era a terra. Non ha saputo dire se fosse già disteso sul pavimento o se sia stato spintonato.

“La polizia lo ha portato al Santo Spirito di Roma subito dopo – spiega il garante Marroni -. Ai medici dell’ospedale De Cupis ha detto di essere stato picchiato e da qui è partita la denuncia. Poi, in tarda serata, verso le 23, il trasferimento all’ospedale Belcolle di Viterbo e, infine, la morte, due giorni dopo, all’alba del 12 novembre. Si è addormentato tranquillo la sera prima e al mattino non si è più svegliato”.

L’autopsia ha fissato l’ora del decesso alle 5 del mattino. Arresto cardiaco, la causa. Ma per Marroni non significa niente. “Tutti muoriamo per arresto cardiaco. La vera domanda da porsi è: cosa lo ha causato? Le lesioni che aveva sul corpo erano piuttosto blande: graffi sulla fronte e piccoli lividi sulla coscia e sulla spalla. Ma d’altra parte, una morte d’infarto a trent’anni sarebbe piuttosto strana”.

La vicenda, del resto, è anomala fin dal momento dell’arresto: De Cupis non è mai entrato in carcere, non è stato registrato con alcuna matricola, non è stato perquisito fino all’arrivo in ospedale. “Il provveditore dell’amministrazione penitenziaria non ha ricevuto alcuna comunicazione riguardo l’arresto – afferma il garante dei detenuti -, e anche questo è un fatto è strano, perché normalmente, in questi casi, è tra i primi a essere informato”.

Anche su questo dovrà cercare di far luce il pm Stefano D’Arma, titolare del fascicolo aperto sulla morte di De Cupis dalla Procura di Viterbo.


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18 novembre, 2011

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