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Operazione Lions - E' accusato di aver inviato buste con bossoli a un politico e a un carabiniere

Libero l’imprenditore di pompe funebri

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Spartaco Pasquini, 45enne

Spartaco Pasquini, 45enne

Sebastiano Masuero, 46enne

Sebastiano Masuero, 46enne

Claudio Pezzini, 58enne

Claudio Pezzini, 58enne

Emanuele Casasoli, 35enne

Emanuele Casasoli, 35enne

Nadiya Dobrus, 40enne

Nadiya Dobrus, 40enne

Marco Gentile 44enne

Marco Gentile, 44enne

Marco Barbini, 56enne

Marco Barbini, 56enne

Romolo Esposito, 59enne

Romolo Esposito, 59enne

Sandro Baratto, 58enne

Sandro Baratto, 58enne

Severino Cuseo, 56enne

Severino Cuseo, 56enne

Revocati i domiciliari per Spartaco Pasquini.

L’imprenditore di pompe funebri bolsenese, arrestato nell’ambito dell’operazione Lions, è tornato ieri in libertà, dopo l’istanza avanzata dal suo avvocato Vincenzo Dionisi.

Il gip Franca Marinelli ha sostituito la misura degli arresti domiciliari con quella dell’obbligo di firma.

A Pasquini sono contestati due atti intimidatori. Buste con proiettili inesplosi inviate una a un carabiniere, l’altra al consigliere comunale Maurizio Puri.

La prima sarebbe dovuta servire a intimorire il militare, che stava indagando su una presunta estorsione di Pasquini a un imprenditore della zona.

L’altra avrebbe dovuto mettere a tacere il consigliere di minoranza che, durante una seduta del consiglio comunale, aveva osato proporre delle modifiche al bando di affidamento dei servizi cimiteriali. La gara era aperta alle sole imprese di pompe funebri bolsenesi. Quindi, solo a quella di Pasquini, l”unica a Bolsena.

Nella busta, oltre ai proiettili calibro 22, Puri ha trovato un biglietto: “Attento a quello che dici. Collega il cervello prima di parlare”.

Pasquini è accusato anche di aver fatto recapitare una testa d’agnello insanguinata a un imprenditore dell’alto Viterbese, operante nel suo stesso settore. Ad aiutarlo, secondo le indagini del pm Stefano D’Arma, il 46enne calabrese Sebastiano Masuero, arrestato anche lui nell’ambito dell’operazione Lions e ora sottoposto a obbligo di dimora.

Il blitz, condotto il 10 settembre scorso, fece finire in manette, oltre a Pasquini e Masuero, cinque persone, e altre quattro ai domiciliari. Devono rispondere, a vario titolo, di furto, spaccio di droga, ricettazione di opere d’arte, usura, minacce, spendita di banconote false, detenzione illecita di arma da fuoco e munizioni.

L’unico degli 11 arrestati ancora in carcere è l’antiquario 58enne di Bolsena Claudio Pezzini, accusato di furto, ricettazione e usura. Al nipote Emanuele Casasoli e a Marco Gentile, entrambi arrestati per droga, è stato nei giorni scorsi revocato l’obbligo di firma.


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9 novembre, 2011

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