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Incendio Mondo Convenienza - Il presidente di Confesercenti Vestri riporta il punto di vista degli imprenditori

“Ma quale racket…”

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Paolo Vestri

Pierpaolo Vestri

Mondo Convenienza in fiamme

Mondo Convenienza distrutto dalle fiamme

Mondo Convenienza distrutto

L'incendio al deposito di carta sulla Teverina

Il deposito della Union Printing in fiamme

Due tragiche casualità.

Così il presidente comunale di Confesercenti Pierpaolo Vestri definisce gli incendi che hanno distrutto il deposito della Union Printing e il punto vendita di Mondo Convenienza (gallery: Mondo convenienza in fiamme * i vigili del fuoco tra le maceriearriva il sindaco Marini il capannone distrutto * incendio a Mondo Convenienza video: solo macerie). Due roghi nel giro di diciotto giorni. Entrambi a Viterbo ed entrambi ai danni di due grosse aziende, i cui stabilimenti sono stati completamente rasi al suolo dalle fiamme.

Che dietro ai due disastri ci sia una mano criminale, Vestri lo esclude. “A mio modesto parere, siamo di fronte a due tragiche casualità – afferma -. Parliamo di grosse aziende che fanno copiosamente uso di energia elettrica. Prima di gridare all’incendio doloso o al racket bisognerebbe chiedersi se tutto questo non possa essere derivato da un semplice incidente. Un malfunzionamento degli impianti. Un evento accidentale, come penso che sia stato, anche se le indagini sono ancora in corso ed è, forse, prematuro sbilanciarsi”.

Il punto di vista degli imprenditori, però, Vestri lo conosce bene. E se non è in grado di azzardare ricostruzioni precise della dinamica dell’incendio, sa sicuramente quali sono gli umori e le preoccupazioni dei commercianti viterbesi. Il racket non è di certo la prima della lista. “Gli imprenditori, in questo momento, hanno altri pensieri – spiega -: la crisi e l’instabilità dei mercati, innanzitutto. Le piccole e medie imprese, specialmente, arrancano. La malavita fa paura, ma è più che altro il fronte dei furti e delle rapine a creare i timori maggiori. L’episodio di domenica notte all’Unieuro, per esempio, preoccupa. Anche lì bisognerà capire quale tipo di esplosivo sia stato usato. Ma l’idea che qualcuno si possa essere procurato del tritolo per svaligiare un negozio è terrificante“.

Gli imprenditori viterbesi, comunque, dormono sonni tranquilli, tutto sommato. Nessuno ha ricevuto minacce, né tantomeno intimidazioni. E negli esercizi commerciali andati a fuoco negli ultimi cinque mesi non sarebbero stati trovati indizi di presunti attentati di stampo criminale. Al contrario, gli accertamenti eseguiti in loco dai pompieri, parlano d’altro: corti circuiti, guasti, tentati furti trasformatisi in incendi. Ma nessun “avvertimento”, almeno per ora.


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29 novembre, 2011

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