--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Deve rispondere di spaccio e delle intimidazioni a un imprenditore

Operazione Lions, libero uno degli arrestati

Condividi la notizia:

Sebastiano Masuero, 46enne

Sebastiano Masuero, 46enne

Spartaco Pasquini, 45enne

Spartaco Pasquini, 45enne

Claudio Pezzini, 58enne

Claudio Pezzini, 58enne

Emanuele Casasoli, 35enne

Emanuele Casasoli, 35enne

Nadiya Drobius, 40enne

Nadiya Drobus, 40enne

Romolo Esposito, 59enne

Romolo Esposito, 59enne

Marco Barbini, 56enne

Marco Barbini, 56enne

Marco Gentile 44enne

Marco Gentile 44enne

Sandro Baratto, 58enne

Sandro Baratto, 58enne

Severino Cuseo, 56enne

Severino Cuseo, 56enne

Operazione Lions, uno degli arrestati torna libero.

Sono stati revocati gli arresti domiciliari per Sebastiano Masuero, uno degli arrestati dell’operazione Lions. Il gip Franca Marinelli ha accolto lunedì l’istanza presentata dall’avvocato Marco Ricci, difensore del 46enne calabrese.

Per Masuero, il giudice ha disposto il solo obbligo di dimora a Soriano, dove l’uomo abita.

Oltre a lui nel blitz dei carabinieri del 10 settembre scorso, finirono in manette sei persone e ai domiciliari altre quattro. Un gruppo di persone legate tra loro da una lunga lista di reati: furto, spaccio di droga, ricettazione di opere d’arte, usura, minacce, spendita di banconote false e illecita detenzione di arma da fuoco e munizioni.

Masuero deve rispondere, in particolare, di spaccio e delle intimidazioni a un imprenditore dell’alto Viterbese, cui fu fatta trovare una testa d’agnello insanguinata fuori dalla porta di casa. L’episodio è contestato tanto a Masuero quanto a Spartaco Pasquini, arrestato anche lui durante il blitz e titolare dell’unica agenzia di pompe funebri di Bolsena.

Il gesto intimidatorio, secondo le indagini del pm Stefano D’Arma, doveva servire a scoraggiare l’imprenditore minacciato dal proposito di espandere la sua attività a Bolsena. Per non intralciare, sempre secondo le indagini, gli affari di Pasquini.

L’imprenditore di pompe funebri bolsenese è tuttora ai domiciliari. L’unico ancora in carcere è Claudio Pezzini, antiquario 58enne di Bolsena accusato di ricettazione, furto e usura. Obbligo di firma per il nipote di Pezzini, Emanuele Casasoli, e per il 44enne di Gradoli Marco Gentile, entrambi indagati per droga.

Gentile deve rispondere anche di ricettazione di opere d’arte, insieme a Severino Cuseo e Enea Antoci, arrestati a Voghera e Porto Santo Stefano, a Pezzini e alla sua compagna, la 40enne russa Nadiya Dobrus.

Il loro legale Vincenzo Dionisi, che si è già mosso per Casasoli, depositerà per tutti gli altri l’istanza di revoca delle misure al gip stamattina.

La Dobrus e il 56enne bolsenese Marco Barbini, accusato di detenzione illegale di arma da fuoco, sono stati scarcerati dal gip dopo gli interrogatori di garanzia. Poco dopo, su istanza del suo legale Remigio Sicilia, è tornato libero anche Romolo Esposito, che deve rispondere di spendita di banconote false.


Condividi la notizia:
2 novembre, 2011

    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR