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Viterbo - Francesco Mattioli replica a Bruno Pagnanelli

Verde pubblico, non c’è niente di “campato in aria”

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Francesco Mattioli

Riceviamo e pubblichiamo – Credo che il signor Pagnaneli mi abbia letto male; ma potrebbe anche darsi che, tra una citazione colta e l’altra, mi sia espresso male.

Il signor Pagnanelli evidentemente non mi conosce, quindi non sa che, viterbese nato e residente nel capoluogo, da oltre trent’anni mi interesso e mi batto per far crescere questa città e noi cittadini con lei, e per far ciò giro in lungo e in largo tutti gli spazi urbani di Viterbo.

Il sociologo, come il perito agrario, l’ambientalista, l’architetto paesaggista, l’urbanista, ha molto da dire sullo sviluppo urbano, sull’identità urbana, sulla qualità della vita e sulla funzione sociale del verde pubblico; quando lo fa, non lo fa né per sentito dire, né perché una mattina si alza di cattivo umore, ma perché ha letto, ha studiato e, soprattutto, ha fatto ricerca scientifica sul campo. Nel mio caso, in più ha militato in associazioni come Italia Nostra e Archeoclub che hanno agito anche in sede politico-sociale per migliorare l’ambiente, l’arredo urbano e il decoro cittadino.

A beneficio del signor Pagnanelli, ripeto la mia opinione, che non mi sembra così strana: poiché i parchi, i giardini, il verde pubblico (dalle rotonde ai viali alberati) sono un bene sociale di altissimo valore, come è stato riconosciuto dalle varie organizzazioni internazionali (ad esempio la Conferenza di Rio del 1992), non si deve pensare che spendere per essi sia un’azione sprecata, tutt’altro: curare il verde pubblico (di ogni tipo) è per un ente locale imperativo tanto quanto asfaltare strade e fare assistenza sociale.

Quindi mi preoccupavo che, con la scusa che il Comune amministra male i suoi soldi, qualcuno potesse pensare che sarebbe meglio utilizzare quei soldi per altre cose invece che per il verde. Prato Giardino va in malora? Meglio gli olivi che le pansé a Porta Faul? Tanti giardini pubblici sembrano discariche a cielo aperto?

Colpa degli amministratori, colpa dei cittadini incivili, discutiamone. Ma non facciamoci mancare i mezzi per incentivare il verde pubblico, nelle sue funzioni estetiche, urbanistiche, sociali, economiche e ambientali.

Punto. Tutto ciò le sembra così campato in aria, signor Pagnanelli?

Francesco Mattioli


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22 novembre, 2011

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