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Bilancio di fine anno - Economia - Intervista al segretario provinciale della Cgil Miranda Perinelli

“Dobbiamo puntare alla crescita”

di Paola Pierdomenico

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Miranda Perinelli, segretario provinciale Cgil

Miranda Perinelli

–  “Puntare alla crescita per uscire dalla crisi”.

Il bilancio del 2011 tracciato da Miranda Perinelli, segretaria provinciale della Cgil, non è roseo. Comune uno tsunami, la crisi ha travolto tutto quello che si è trovata di fronte. E la Tuscia non è stata risparmiata.

A preoccupare di più sono l’edilizia, la cassa integrazione, il distretto industriale di Civita Castellana e non da ultimo il commercio. Per la Perinelli, la situazione è grave e se non si interviene subito potrebbe anche peggiorare.

“Il 2011 è stato il culmine di un periodo che va avanti da un biennio. Il punto più pericoloso, soprattutto per la mancanza di reddito – spiega la segretaria della Cgil -. Bisogna pensare alla crescita, all’aumento dei consumi e quindi al lavoro. Il trend negativo non cambierà se non ci saranno scelte per lo sviluppo”.

La manovra del governo non ha convinto i sindacati. Per la Perinelli, a pagare sono sempre gli stessi. “Sono in linea con il pensiero della Cgil nazionale. La manovra non è equilibrata, non c’è equità rispetto a chi viene tassato”.

Per la segretaria della Cgil, Monti avrebbe predicato bene per poi razzolare male. “Il premier si è presentato parlando di equità, rigore e crescita perché erano le condizioni necessarie a risollevarci. All’inizio avevamo buone speranze, che poi sono state disattese.

Di fatto questo governo ha ritenuto di intervenire di nuovo su chi aveva già subito quattro pesanti manovre nello stesso anno. Ancora una volta a pagare sono i soliti: pensionati e lavoratori. Una manovra che taglia risorse agli enti locali, sottrae ricchezze al territorio e quindi ai cittadini. Tutto quello che ha previsto nel provvedimento è a discapito dei più poveri”.

Da qui le richieste del sindacato. “La Cgil vuole essere ascoltata, specie sulla riforma del lavoro. Come sindacati siamo in grado di contribuire, riferendo le sofferenze delle persone. Dobbiamo aprire una discussione sui giovani, le donne e i pensionati. Servono sostegni economici altrimenti aumenterà la povertà con riscontri negativi sulla crescita”.

Il tema occupazionale per la segretaria non deve essere sottovalutato. “Lavoro e giovani devono essere le nostre preoccupazioni principali. I problemi non si risolvono eliminando l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori sul licenziamento. Senza tutele, i giovani non lavoreranno di più, anzi lo faranno male e senza un progetto previdenziale. Saranno poveri oggi e quando andranno in pensione. Mi auguro che il governo, al contrario di quanto ha fatto per la manovra, ci riconosca come rappresentanza sociale in un dialogo”.

Anche a Viterbo la situazione occupazionale ed economica non sembra essere delle migliori. “Nella Tuscia non stiamo messi bene – commenta amaramente la Perinelli -. Il settore più colpito è quello industriale del distretto di Civita Castellana. Il manufatturiero e la produzione sono in crisi. Non se la passa meglio l’edilizia: la gente non ha la possibilità di comprare la casa o di fare un mutuo, perché senza un lavoro la banca non glielo concede. Lo stesso vale per il commercio: l’incertezza e la paura per il futuro portano a non spendere e a risparmiare”.

Una boccata d’ossigeno, per la Perinelli, potrebbe arrivare dalla realizzazione delle infrastrutture. “Se partiranno le grandi opere come il corridoio tirrenico, la Trasversale e la tratta ferroviaria Civitavecchia-Capranica-Orte avremo un minimo di prospettiva. Naturalmente – avverte – devono essere privilegiate le ditte locali, perché ci interessa che il reddito rimanga sul territorio. Se non mettiamo in moto questo ciclo virtuoso è chiaro che andremo a rimettere nel commercio e nel turismo. Le istituzioni e i Comuni devono impegnarsi in questa direzione per favorire l’occupazione locale”.

In conclusione una previsione per il futuro. “Credo il 2012 sarà un anno molto triste – conclude la Perinelli – . Se non si inverte la tendenza rispetto alle decisioni del governo, predisponendo fondi per la crescita e per il lavoro, potrebbe essere anche peggiore di quello passato”.

Paola Pierdomenico


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31 dicembre, 2011

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