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Viterbo - Il legale Di Silvio: "Aspettiamo i risultati dell'autopsia per capire chi possa avere delle responsabilità"

Donna muore in ospedale, aperta un’inchiesta

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Un'aula del Palazzo di Giustizia viterbese

Un'aula del palazzo di giustizia viterbese

– Donna muore in ospedale, aperta un’inchiesta.

Una 60enne di Montefiascone è morta la scorsa settimana all’ospedale di Belcolle per uno scompenso del fegato. I suoi problemi di salute però sarebbero iniziati già da qualche settimana prima.

“La signora – spiega l’avvocato Angelo Di Silvio – svolgeva degli esami periodici in un laboratorio privato di Montefiascone per tenere sotto controllo i valori del fegato essendo affetta da una patologia che la costringeva a seguire una terapia molto serrata. Poi, dopo uno dei solito controlli, le viene riferito di avere tutti i valori a posto e quindi di poter sospendere la cura”.

La donna però avrebbe accusato dei sintomi persistenti. “La 60enne continuando a non sentirsi affatto bene – continua Di Silvio – è stata ricoverata prima a Terni poi a Viterbo, al Belcolle. Dai controlli successivi è emerso ciò che si sospettava, ovvero che i valori erano balzati alle stelle e le condizioni di salute della donna era progressivamente peggiorate”.

Un peggioramento che è purtroppo culminato nel decesso avvenuto la settimana scorsa proprio al Belcolle, l’ultimo ospedale che l’aveva ospitata nella sua lunga trafila di visite e controlli.

Subito dopo la morte – aggiunge il legale – abbiamo chiesto l’autopsia sulla salma della donna che è stata effettuata da un medico legale di Siena ed è stata aperta un’inchiesta coordinata dal pm Franco Pacifici. Ora aspettiamo i risultati per prendere eventuali provvedimenti nei confronti di chi potrebbe avere delle responsabilità”.

I parenti della vittima avevano intrapreso le vie legali già prima della morte della signora. “La richiesta di risarcimento – conclude Di Silvio – era già partita quando le condizioni della donna erano visibilmente peggiorate in seguito alla sospensione della terapia. Proprio un paio di giorni fa avevo ricevuto l’invito a sottoporre la mia cliente a una visita di verifica per monitorare i valori del fegato. Ma la morte era già avvenuta e purtroppo si è rivelata inutile”.

L’inchiesta relativa alla vicenda è coordinata dal pm Franco Pacifici.


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25 dicembre, 2011

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