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Ronciglione - Miranda Perinelli, segretario generale Cgil, sui problemi del reparto

Ematologia a rischio chiusura

Miranda Perinelli, segretario provinciale Cgil

Miranda Perinelli

Riceviamo e pubblichiamo - Quello che sta succedendo a Ronciglione sulla chiusura del laboratorio analisi, significherà anche chiusura o malfunzionamento del reparto di ematologia, poiché non ci sarà più la possibilità di intervenire in tempi rapidi come finora è avvenuto, tra l’altro reparto considerato un’eccellenza della sanità viterbese seguita con accuratezza e professionalità sia dai medici che dalle figure infermieristiche che da anni ci si impegnano.

E’ un invito agli utenti a trasmigrare a Roma o nelle più vicine regioni, con il risultato che recherà maggior disagio per i cittadini, danno per le casse della sanità laziale. A Ronciglione si effettuano mediamente 25 prelievi al giorno, sono curati oltre 500 pazienti ogni anno, con 1.700 trattamenti di kemioterapia.

Da oltre quattro anni e mezzo il reparto è stato trasferito a Belcolle dove ancora è collocato all’interno del reparto di oncologia, doveva essere successivamente trasferito a Ronciglione dopo i lavori di ristrutturazione, non è mai avvenuto, e neanche a Montefiascone così come era stato ipotizzato. Riteniamo che anche questa scelta del direttore generale della Ausl, va nella direzione della destrutturazione dei servizi della sanità viterbese con la conseguenza che i cittadini sono sempre più disorientati, sempre più aggravati di costi e di disagi, soprattutto per queste tipologie di malattie gravi come le leucemie acute e trapianti.

Anche questa decisione riferita al reparto di ematologia va nell’indirizzo della destrutturazione sanitaria in provincia di Viterbo, e questo è un altro tassello del mosaico, che va ad aggiungersi al taglio dei posti letto, alla chiusura degli ospedali, ai presidi territoriali, al sevizio di fisioterapia accentrato a Montefiascone, alle lungaggini per le liste d’attesa per fare esami specialistici, alla esclusione di ospedale montano per quanto riguarda Acquapendente.

Non escludendo infine la mancanza di personale infermieristico che mette a rischio l’assistenza e quindi la salute dei cittadini, lasciando i precari stabilmente precari, in barba agli accordi tra la presidente Polverini e le organizzazioni sindacali.

Miranda Perinelli
Segretario generale Cgil Viterbo

9 dicembre, 2011 - 19.31
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