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Bilancio di fine anno - Politica - Intervista al coordinatore del Pdl

Marini: “Il mio partito ha vinto tutto”

di Paola Pierdomenico

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Giulio Marini

– Un partito che ha vinto tutto quello che si poteva vincere, con oltre 11mila iscritti nel Lazio.

Il Popolo della libertà per Giulio Marini ha le carte in regola per migliorarsi, rinnovarsi e crescere ancora.

Il congresso previsto per metà febbraio potrebbe aprire una nuova fase nel coordinamento, dopo la sua esperienza. Ricandidarsi? Si vedrà. Per il momento meglio pensare al presente.

Il 2011 si è appena concluso. Che anno è stato per il Pdl?
“Un anno in cui abbiamo lavorato a una fase preparatoria per costruire un partito nuovo. Dal basso – afferma il coordinatore -. Se oggi abbiamo oltre 11mila tesserati da portare al congresso di metà febbraio è perché questa attività ha permesso ai dirigenti del Pdl di avere una forte base popolare.

Ci vuole tempo e una strategia chiara sui programmi. La mia idea di partito deve riunire giovani e persone di esperienza politico-amministrativa. Un’unione che può dare importanti risultati come quelli già ottenuti. Stiamo parlando di un partito che ha vinto tutto quello che c’era da vincere e che ha saputo affrontare un momento di grande difficoltà per il paese”.

Come è la situazione del partito in Regione?
“In Regione c’è il nostro consigliere di riferimento e un assessore in quota femminile, come previsto dallo statuto – dice Marini -. Senza fare nessuna graduatoria, credo siano tra i migliori esponenti che si possano avere. Di recente c’è stata anche la nomina di Giovanni Arena a commissario dell’Arpa. Sono persone di primo ordine che si stanno facendo valere. Mi auguro ci siano altri risultati per gli esponenti della nostra provincia”.

E in Provincia come vanno le cose?
“C’è sfiducia perché per il fatto che saranno eliminate. Ho fatto il presidente a palazzo Gentili per due mandati e non ho mai pensato di essere inutile – dice -. Si è consumato negli anni un lento cammino che vedeva la Provincia come l’anello debole della catena e ora siamo arrivati all’epilogo. E’ comprensibile il disagio istituzionale, perché ci si sente “delegittimati” delle proprie attività.

Se non si fosse arrivati a questo punto, la Provincia avrebbe, nell’immaginario collettivo, una valenza ben superiore. Sembra che tutto il costo della politica ricada su questi enti. Io non la vedo così. Non è gettando la croce sulle province che si fa un buon lavoro istituzionale. Secondo me va rivisto tutto l’apparato dello stato. Un’operazione che va fatta ad ampio raggio. Nell’ondata populistica generale, però, si va a colpire qua e là. Indiscriminatamente e senza un ragionamento”.

In Comune, il Pdl ha possibilità di vincere le amministrative del 2013, confermando la fiducia che gli è stata data nell’ultimo mandato?
“Il Pdl si è fatto carico di responsabilità non completamente sue – afferma Marini anche in veste di sindaco -. La formazione attuale sta pagando il caos generale provocato dal Cev e si è fatta carico delle finanziarie degli ultimi quattro anni con tagli agli enti pubblici. Chi governa è penalizzato perché deve lesinare i servizi e trovare una quadratura economica. C’è da tenere conto però che il sindaco ha delle responsabilità politiche e non contabili o giuridiche.

Per me, il Popolo della libertà può portare a compimento questo mandato e in maniera brillante – afferma convinto Marini -. L’amministrazione ha fatto molto: sono stati appaltati oltre sessanta milioni in opere e servizi. Mi riferisco alla raccolta dei rifiuti, al teatro dell’Unione, al cavalca-ferrovia sulla Teverina. Penso ancora al parcheggio di Valle Faul o alla scuola di Santa Barbara e alle altre opere che partiranno il prossimo anno”.

Sì, ma nel 2013, dunque, cosa accadrà. E’ possibile vincere o no?
“Noi partiamo per vincere e non con la coda tra le gambe – parla chiaro Marini -. Abbiamo i risultati alla mano e non chiacchiere. Alla fine del mandato tutti se ne renderanno conto”.

Siete disponibili a un’alleanza con l’Udc?
“Noi siamo disponibili a prescindere – minimizza il coordinatore -. Ma il fatto che il sindaco debba essere rimproverato tutti i giorni per i suoi problemi con la maggioranza non va bene. Se Giulio Marini rimane a fare il sindaco – afferma iniziando a parlare in terza persona -, si vede che Giulio Marini non ha poi tutti questi problemi con la sua maggioranza. Altrimenti sceglieva di fare il deputato”.

Allora ha scelto di fare il sindaco?
“Ho convocato per caso il consiglio comunale per dare le dimissioni?”, chiede a sua volta, deviando diplomaticamente la risposta.

Stando al regolamento delle incompatibilità diffuso dal segretario del Pdl Alfano, scegliendo di fare il sindaco non potrà nemmeno ricandidarsi a coordinatore nel prossimo congresso?
“Questo si vedrà. E’ una cosa interna al partito e vedremo cosa fare. Capisco le incompatibilità con la carica di sindaco, ma il mandato me lo hanno dato i cittadini. Ho delle responsabilità e quello che rappresento non lo voglio polverizzare per i regolamenti del Popolo della libertà o per le sentenze della corte che riguardano Catania e non Viterbo. Le mie scelte le ho fatte. Amo la mia città e, con l’orgoglio che ho dentro, porterò a compimento questo programma in maniera brillante. Poi sarà il cittadino a decidere se farsi influenzare da chicchessia. Io guardo la mia strada”.

Dal tesseramento sono emerse le diverse anime all’interno del Pdl. Secondo lei un partito può reggere con tutte queste spaccature?
“Non sono spaccature – tiene a precisare . Sono gruppi che ci hanno permesso di vincere tutto. Io, come coordinatore, non la vedo negativamente. Sono persone di esperienza politica con le quali milito da tanto tempo. Comprendo le loro strategie e non mi infastidiscono. Anzi, le devo ringraziare per tutto quello che hanno fatto fino adesso”.

Programmi per il 2012?
“Stiamo costruendo un partito nuovo. Una casa nuova e siamo alle fondamenta. Il progetto sembra bello, noi dobbiamo realizzarla secondo le indicazioni che ci sono state date da Angelino Alfano, persona di grande capacità e saggezza. Sulla spinta innovativa e giovane di un segretario che a 37 anni è già stato ministro della Giustizia dobbiamo realizzare il nuovo Pdl”.

Paola Pierdomenico


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31 dicembre, 2011

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