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Viterbo - Il Prc bacchetta il presidente Meroi dopo l'aumento delle bollette

“Talete, il debito non dobbiamo pagarlo noi”

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Riceviamo e pubblichiamo – Vale la pena ricordare che nel giugno scorso il Referendum per l’acqua pubblica ha visto oltre ventisette milioni di cittadini affermare con forza il diritto e l’accesso garantito all’acqua potabile, bene essenziale, da tutelare contro ogni speculazione e mercificazione.

Oggi stiamo assistendo all’ennesimo esempio di mala gestione della cosa pubblica con la vergogna del caso Talete, società che gestisce il servizio idrico del territorio che, sull’orlo del fallimento, per salvarsi e autoassolversi non ha trovato di meglio che varare l’aumento delle bollette in ragione di poco meno del 30%.

Veramente sconcertanti le argomentazioni del presidente Meroi a sostegno di questa ennesima vessazione. Parla di aver “dato stabilità alla società con la speranza di tutelare gli interessi degli utenti e dei lavoratori…” di un “consiglio di amministrazione che si è impegnato a proseguire una politica di forte contenimento dei costi….” Siamo alle tragicomiche!

Quale prosecuzione e di che cosa? Avete prodotto un buco di miliardi, vi siete distinti per inefficienza e antieconomicità, sono state fatte assunzioni in numero abnorme finalizzate al puro consolidamento del consenso, si sono elargiti incarichi politici lautamente ricompensati quanto inutili, e ora che le casse piangono il conto lo presentate a noi, chiamandoci a sobbarcarci l’onere di ripianare i vostri bilanci disastrati? Dobbiamo subire l’aumento di un terzo delle tariffe per avere un’acqua che non è neanche potabile? E già, perché ve lo siete dimenticato il problema dell’arsenico? Lo vogliamo dire che a tutt’oggi il de-arsenificatore è lettera morta e ci viene somministrato un agente cancerogeno di classe 1? E che le due sole casette dell’acqua (a pagamento) installate in città spessissimo non funzionano e la manutenzione che fornisce l’appaltatore è pressochè inesistente?

Questi elementi sarebbero più che sufficienti per farvi fare pubblica ammissione di incapacità, assumervi le gravi responsabilità oggettive e pagare voi le vostre colpe, ma sappiamo bene quanto di questi tempi la protervia e l’arroganza del potere non conoscano limiti, a tutti i livelli di governo.

Nel ribadire con forza che il debito non dobbiamo pagarlo noi, il Prc intende continuare ad opporsi a questo sistema iniquo e distruttivo e fa appello a tutti coloro “che non ci stanno”, comitati cittadini, forze politiche e movimenti, per una mobilitazione a favore e per la salvaguardia dei beni comuni:

perché, praticando l’obiettivo di una reale democrazia diretta, la cittadinanza partecipi alla programmazione e alla gestione dei servizi pubblici;

perchè sia possibile un effettivo controllo da parte degli utenti, ché tali siamo e vogliamo essere considerati, e non clienti, come le politiche neoliberiste e il mercato pretendono.

 

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
Circolo di Viterbo


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3 dicembre, 2011

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