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Regione Lazio - Promozione Psr - L'assessora all'agricoltura replica a Ernie Souchak

Birindelli: “Tutto fatto nella più totale trasparenza”

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L'assessore regionale Angela Birindelli

Angela Birindelli con Giulio Marini

La pubblicità inutile dell'assessorato regionale all'Agricoltura costata oltre 29mila euro

Riceviamo e pubblichiamo –  Gentile direttore,

mi preme informarla che l’attività di promozione e informazione sui risultati del Psr è parte integrante della Programmazione dello sviluppo rurale.

Trovo, pertanto, molto grave il comportamento degli organi di stampa che, invece di fare informazione, gettano discredito sull’operato della struttura regionale, riguardo la procedura di attuazione della suddetta campagna di comunicazione che è stata realizzata nella più totale trasparenza e nel rispetto del codice degli appalti pubblici. Eventuali rilievi di natura procedurale, qualora supportati, vengano presentati nelle sedi competenti, altrimenti sono e restano solo insinuazioni di basso livello che nulla hanno a che vedere con la corretta informazione giornalistica.

L’attività di comunicazione del Psr rappresenta un obbligo che la Regione Lazio deve assolvere dando seguito a specifiche direttive e utilizzando esclusivamente fondi provenienti dalla Comunità Europea, la quale impone ai soggetti attuatori del Psr di garantire la massima diffusione e conoscenza delle opportunità offerte dal cofinanziamento comunitario, nonché dei risultati e delle realizzazioni conseguite attraverso l’attuazione del Programma.

La somma di 100 milioni di euro spesi con il Psr durante l’esercizio 2011, oggetto della campagna pubblicitaria che abbiamo avviato su tutte le province della regione, rappresenta un grande risultato per il Lazio che mostra un evidente cambio di marcia dell’Amministrazione Polverini rispetto al passato. Si tratta, infatti, di una somma effettivamente non solo impegnata, ma già erogata, dunque già arrivata nelle tasche degli agricoltori e già rendicontata alla Comunità Europea. Nulla, neanche un centesimo, è ritornato per effetto del disimpegno automatico nelle casse di Bruxelles. È doveroso informare i cittadini circa il corretto utilizzo delle risorse comunitarie da parte della Regione e promuovere a nuovi potenziali beneficiari l’efficienza e la concretezza delle opportunità offerte dal Prs. Soprattutto in questo periodo in cui sono aperti numerosi bandi ai quali possono accedere gli agricoltori del Lazio. (I dati sono consultabili nei siti delle autorità competenti, ministero delle Politiche agricole, Regione, Agea).

Nel caso specifico della misura 121, sulla quale alcuni consiglieri regionali di minoranza hanno soffermato l’attenzione, la Regione Lazio ha già concesso formalmente a favore degli agricoltori oltre 130 milioni di euro, pari al totale stanziamento assegnato alla misura per l’intera programmazione 2007 – 2013. Di questa somma la quasi totalità è stata impegnata negli ultimi 18 mesi.

Angela Birindelli
Assessore regionale all’agricoltura

 


Gentile assessora Angela Birindelli,

lei ha ragione: un piano di “promozione e informazione” è previsto dal Programma di sviluppo rurale 2007/2013. Ma si dà il caso che, a nostro avviso, l’affissione di un po’ di manifesti, per giunta nei cinque capoluoghi e con il contenuto che tutti possono leggere, non fa né promozione né informazione. Come dire… a noi appaiono inutili. Pura fuffa costata oltre 29mila euro che, se comprendiamo bene, per la parte iva (5145 euro) sono a carico della Regione Lazio. E quindi non è esattamente come dice lei.

Come viene spiegato poi nella determina stilata dal suo assessorato: il piano di comunicazione “costituisce strumento fondamentale per programmare e definire le attività di informazione e pubblicità finalizzate a consentire una sempre più ampia diffusione e conoscenza delle opportunità e delle iniziative offerte dal cofinanziamento comunitario e dei risultati e realizzazioni conseguite“.

Ecco, il manifesto, voluto dal suo assessorato, non ci sembra per nulla ottemperare a queste finalità. Quali opportunità mette in evidenza? Quali risultati illustra se non uno molto grossolano? Insomma a che serve? Ce lo spieghi assessora.

Come dire una comunicazione pessima, dislocata in luoghi privi di senso.

Se lei avesse la bontà di rispondere, le faremmo qualche domanda sulla questione. E lei eviterebbe di dare spiegazioni non richieste. Nessuno infatti le ha detto che la procedura non fosse trasparente o corretta. E’ stato scritto esattamente il contrario. Ma lei, non si sa per quale ragione, ci tiene a sottolineare la trasparenza. Contenta lei.

Evidentemente non ha molta dimastichezza con questioni di comunicazione e neppure di semantica. Lei infatti nella sua risposta parla di “insinuazioni di basso livello che nulla hanno a che vedere con la corretta informazione giornalistica”.

A parte la lezioncina di buon giornalismo che da una autorità come lei in questo campo non possiamo non accettare, lei scambia i fatti per insinuazioni.

Fatto: la campagna di manifesti non dà nessuna informazione utile agli operatori del settore.
Domanda: Perché questa scelta tra migliaia di possibilità?

Fatto: l’assegnazione dell’incarico è stata fatta con una “procedura in economia mediante cottimo fiduciario”. Domanda: Perché questa scelta?

Fatto: sono state invitate a fare offerte otto aziende, individuate nell’albo dei fornitori della regione, sei romane, una di Viterbo e una di Frosinone. Di tutte queste solo una fa una offerta corretta: la Panta Cz srl di Viterbo. Sei non fanno neppure l’offerta.

Domande: Come sono state scelte le aziende? Come è stato determinato il numero? Sono state scelte con oculatezza, visto il risultato?

Fatto: La Panta Cz in poco tempo riceverà globalmente oltre 49 mila euro dalla regione. La Panta Cz si occupa, con grande professionalità, di affissioni ma anche di campagne elettorali di successo.

Domande: Lei conosce questa ditta? Come la valuta? Sa se si è occupata di campagne elettorali di personaggi del suo partito?

Fatto: nella determina del suo assessorato è scritto a proposito dell’offerta presentata dalla Panta Cz srl: “… anche se l’indicazione numerica degli spazi in quattro province risulta inferiore a quella richiesta nella lettera di invito, l’offerta viene comunque giudicata congrua in relazione alle dimensione urbane dei capoluoghi”.

Domande: Perché questa scelta? Perché prima erano stati richiesti più spazi?

Come vede si tratta solo di fatti e domande. Nessuna insinuazione. Vede, quando si è in democrazia e si fa attività politica, capita di dover rispondere alle domande. Ma a lei questo sembra non piacere.

Cosa ben diversa è  fare i compitini e spedirli ai giornali. Se lei avesse risposto alle nostre domande, i lettori avrebbero giudicato. Che c’è di male in questo?

Vede, la trasparenza, a cui lei sembra tenere tanto, non si enuncia ma si dimostra rispondendo senza timori alle domande.

Si spera che in questo paese sia ancora possibile fare domande e si spera che ci sia qualche politico che sappia fare il suo mestiere.

Buon lavoro e cerchi di spendere meglio i soldi europei o non che siano.

Carlo Galeotti






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19 gennaio, 2012

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