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Bilancio di fine anno - Politica - Intervista al segretario provinciale del Pd, Andrea Egidi

Il divorzio da Sposetti? Una montatura

di Paola Pierdomenico

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Andrea Egidi (Pd)

Il segretario provinciale del Pd Andrea Egidi

– “L’esperienza alla segreteria? Abbiamo lavorato per il territorio”. “Non ci saranno azzeramenti dei vertici del Pd”. “La storia del divorzio con Sposetti mi pare una montatura”. “Disponibili all’alleanza con l’Udc, ma da loro nessuna risposta”.

Potrebbe sintetizzarsi così l’anno di Andrea Egidi. Eletto segretario provinciale del Pd ha cercato di dare nuova linfa al partito, lavorando dal basso per riallacciare il rapporto con il territorio.

Poco gli importano, quelle che lui stesso definisce “chiacchiere da bottega” sulle divisioni all’interno del partito. Pettegolezzi che non servono a un partito che, per il segretario, deve ripartire e tornare a essere forte in vista del congresso regionale.

Ci può fare un bilancio a poco più di un anno dalla sua elezione alla segreteria provinciale del Pd?
Il bilancio è buono – afferma Egidi -. Abbiamo contribuito alla ripresa dell’iniziativa politica e del radicamento nel territorio, intensificando il rapporto con i circoli. Il lavoro avviato va sicuramente migliorato, ma date le condizioni del 5 dicembre 2010, giorno della mia elezione, il giudizio non può che essere complessivamente positivo. I risultati delle amministrative hanno confermato che il Partito democratico, in provincia di Viterbo quando vuole e quando lavora bene, può vincere“.

Qual è l’impronta che ha lasciato in questo anno?
“Ho voluto dare grande attenzione al territorio. Abbiamo ripreso un lavoro quotidiano e attento alle esigenze dei circoli e degli iscritti, cercando di costruire un percorso più chiaro rispetto a quello degli anni passati. Un incisivo profilo di governo”.

Si andrà davvero a un azzeramento dei vertici del partito, come chiesto da Giuseppe Fioroni?
“No – risponde secco -. Non si tratta di un azzeramento. Entro la fine di gennaio convocheremo un’assemblea provinciale e contestualmente alla consegna dell’esecutivo che mi ha accompagnato in questo anno, sarà eletta una nuova segreteria provinciale e quindi un organismo di direzione politica unitario che tenga conto di tutti e che chiuda la fase del congresso dello scorso anno. Eleggeremo, poi, un nuovo presidente dell’assemblea.

Di fatto non si tratta di un azzeramento. E’ un passaggio che punta a ritrovare unità, a partire anche da un rinnovato e più forte rapporto con Panunzi. Un’operazione che deve essere fatta senza dare l’idea che qualcuno si aggiunge o che non sia esistito niente in questo anno. Il congresso c’è stato, ha eletto il sottoscritto e dal segretario provinciale si riparte, ricostruendo le condizioni per una unità più consistente”.

Parla di unità, ma Sposetti ha deciso di sostenere Marta Leonori in controtendenza alla maggioranza del Pd che appoggia Enrico Gasbarra alla segreteria regionale. Perché secondo lei?
“Questo eventualmente lo deve dire lui – afferma -. Non sono il suo portavoce. Quando parlerà pubblicamente tutti saranno messi nella condizione di comprendere le sue scelte. E poi – continua – dove sta scritto che ha deciso di sostenere altri candidati. Questa telenovela del nostro divorzio, sulla separazione, mi sembra singolare. Una montatura”.

Nessun messaggio a Bersani, dunque…
“Posso solo dire che l’area che nel Pd fa riferimento a Bersani nel Lazio e a Viterbo sostiene in modo convinto Enrico Gasbarra. Questo perché la sua candidatura potrà far superare al Pd una lunga fase di divisioni. Il suo profilo e la sua esperienza sono una garanzia di solidità e unità per il partito e questo aiuterà anche il gruppo dirigente viterbese a ricomporre le divisioni di un anno fa. Ne sono certo”.

Nessun allontanamento nemmeno tra Enrico Panunzi e Giuseppe Fioroni come si vociferava…
“Ho letto le dichiarazioni di Pierluigi Bianchi e condivido con lui che il chiacchiericcio da bottega non serve. Tanto meno al sottoscritto, visto che mi sento impegnato alla definizione di un processo unitario. Cosa succede all’interno delle componenti del Pd non è oggetto di interesse dei cittadini”.

Dopo il congresso, all’interno del Pd, si sono create molte spaccature. Per lei, un partito può andare avanti in queste condizioni?
“Credo solo che il Pd sia un partito in cui si discute avendo posizioni e sensibilità diverse. Su come collocare la nostra forza dopo la caduta di Berlusconi la valutazione è stata unanime, lo stesso per la nascita del governo Monti e la disponibilità a sostenere un esecutivo di transizione mettendo da parte le giuste aspirazioni di un grande partito come il nostro. Di fronte al rischio default, non abbiamo chiesto elezioni, ma ci siamo assunti la responsabilità del sostegno a Monti”.

A livello territoriale, invece?
“Nel Lazio si esce da un periodo di commissariamento che ha testimoniato una difficoltà profonda. Al momento ci sono quattro candidati per la segreteria regionale. Quattro persone valide. Una di loro sta ottenendo un sostegno più ampio rispetto agli altri. Il congresso regionale darà al Pd un gruppo dirigente nel pieno delle sue funzioni e se il nuovo segretario sarà Gasbarra toccherà a lui aprire una nuova fase, ricostruendo o, per usare le sue parole, riattaccando la spina al paese”.

Secondo lei il Pd potrà vincere le elezioni comunali del 2013?
“A Viterbo sì. Secondo me ci sono le condizioni, basta remare tutti nello stesso verso”.

State lavorando sul fronte delle alleanze? Come vanno i rapporti con l’Udc?
“Nelle ultime due assemblee comunali con Alvaro Ricci abbiamo definito un percorso e approvato un documento per lavorare sul programma e le alleanze, a partire dalle forze di opposizione alla giunta Marini e quindi anche l’Udc. Abbiamo fissato, inoltre, il punto delle primarie come condizione per la scelta del candidato sindaco. La questione dell’Udc è più nelle loro mani che nelle nostre – afferma Egidi -. Noi, da mesi, abbiamo dato la disponibilità piena a un lavoro unitario. Disponibilità che non ha avuto risposte puntuali. E mi sembra singolare, anche perché il giudizio sull’operato della giunta comunale è unanime. Eppure… – rimane in sospeso senza continuare e non nascondendo un certo scetticismo -. Staremo a vedere al momento giusto. Di certo, almeno per quanto mi riguarda, non aspetteremo gli ultimi due mesi per scegliere il candidato o definire le alleanze”.

Paola Pierdomenico


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3 gennaio, 2012

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