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Bilancio di fine anno - Economia - Intervista alla segretaria provinciale della Cisl Rosita Pelecca

“Insieme per riattivare l’economia”

di Paola Pierdomenico

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Rosita Pelecca

Rosita Pelecca (Cisl)

– “Insieme per riattivare l’economia del territorio”.

Rosita Pelecca, segretaria provinciale della Cisl, non nasconde la preoccupazione per la profonda crisi che ha investito il paese e la Tuscia.

Un periodo che la segretaria ha definito dei più neri, ma dal quale si può uscire attraverso una collaborazione tra imprenditori, sindacati e forze politiche. Una sinergia utile a ridare voce a un territorio che per la Pelecca, è stato da sempre considerato il fanalino di coda della regione.

Come definirebbe l’anno che si è appena concluso?
“E’ triste dirlo, ma ogni anno è peggiore del precedente – afferma la Pelecca -. L’auspicio è che questo trend negativo possa arrestarsi, ma le dimensioni della crisi che stiamo vivendo sono drammatiche. Non è stato risparmiato niente. Anche nella Tuscia, basta pensare alla recente vicenda della Chinotto Neri, uno degli insediamenti industriali del nostro territorio che ha chiuso i battenti.

Le ore di disoccupazione hanno raggiunto livelli insopportabili, intorno al 13%, per non parlare della cassa integrazione. Con questa manovra il Natale dei lavoratori, dei pensionati e dei giovani sarà davvero triste”.

Come giudica la crisi e come pensa se ne uscirà?
“Il paese e il territorio risentono della crisi. So che la situazione è difficile e non dico debbano arrivare subito finanziamenti pubblici o a pioggia, però dobbiamo trovare il modo per far ripartire la nostra economia. Anche per questo contestiamo la manovra del governo: capiamo il momento di emergenza, ma senza un vero progetto per il paese non si va da nessuna parte. Un progetto che manca anche a livello regionale”.

Cosa propone dunque?
“Per esempio di investire su una sola opera, ma con la certezza di realizzarla per avviare di nuovo il ciclo economico. I sindacati e gli imprenditori, come tutti gli attori della società, devono unirsi e fare quadrato per essere da stimolo all’economia. Al momento però la vedo complicata”.

Come è la situazione a Viterbo e quali settori hanno più risentito della crisi?
“Tutti i settori ne hanno risentito – dice la segretaria della Cisl -, anche quelli considerati “protetti”. La scuola, per esempio, nell’ultimo triennio ha perso settecento di quelli che erano lavoratori precari. Non si salva il pubblico né tantomeno il privato. Lo stesso vale per il distretto di Civita che ha sempre più bisogno di ricorrere agli ammortizzatori sociali. Inoltre, ora, con la manovra si incappa anche in una riforma pensionistica che di punto in bianco posticipa di cinque anni l’età pensionabile. Chi ha perso il lavoro non sa davvero cosa fare”.

Una situazione che non ha risparmiato nessuno dunque…
“Nessun settore è rimasto fuori: dalle costruzioni al terziario per passare alla distribuzione. C’è un calo del fatturato e quindi una preoccupazione maggiore a mantenere i dipendenti, che sono i primi a farne le spese. La situazione è davvero drammatica. Sono, per natura, una persona positiva, ma oggettivamente il periodo è dei più neri”.

Quale sarà l’impegno della Cisl?
“Vogliamo continuare a essere un punto di riferimento, non solo per i nostri associati, ma anche per i giovani che devono vedere in noi lo strumento per dare voce alle loro richieste. Puntiamo a creare una lobby territoriale con sindacati, imprenditori e forze politiche per risollevare questo territorio che non può più essere il fanalino di coda della regione”.

Cosa dobbiamo aspettarci dal 2012?
“Voglio credere che prevalga il senso di responsabilità e che si cominci a dare priorità a chi ha sempre pagato – conclude la Pelecca -. La nostra provincia, nel contesto regionale, ha sempre avuto un ruolo marginale, a partire dalle grandi opere che non sono mai partite. Vogliamo avere la possibilità di parlare di crescita e di ripresa per rendere più attraente il territorio a chi decide di investirci”.

Paola Pierdomenico


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2 gennaio, 2012

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