--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Bilancio di fine anno - Economia - Intervista al segretario della Uil Giancarlo Turchetti

“Senza infrastrutture non cresceremo”

Condividi la notizia:

Giancarlo Turchetti, segretario provinciale Uil

Giancarlo Turchetti, segretario provinciale Uil

(p.p.) – “Senza infrastrutture non cresceremo”.

C’è poco da fare per Giancarlo Turchetti. Senza un concreto progetto per la realizzazione di collegamenti ferroviari e stradali la Tuscia non avrà possibilità di ripresa.

La crisi non ha risparmiato il Viterbese. Tutto è fermo: edilizia, commercio e industria. Per il segretario provinciale della Uil, se non si inverte la marcia, lo sguardo degli imprenditori non si rivolgerà di certo al nostro territorio.

“Il bilancio del 2011 è abbastanza triste – ammette Turchetti -. Il tasso di disoccupazione è al 13 per cento rispetto a quello nazionale dell’8,5 e a quello regionale che si attesta intorno al 9,5 per cento. I dati di ottobre e novembre danno la cassa integrazione in aumento del 196 per cento.

I settori che contribuivano al prodotto interno lordo del Viterbese sono ora in grossa crisi – continua -. A partire dall’edilizia per arrivare al commercio con la riduzione dei consumi. Non ci sono state le assunzioni stagionali”.

La “lista nera” sembra non finire. “L’agricoltura è in crisi da diverso tempo. Non abbiamo poli industriali trainanti, l’unico è quello di Civita Castellana che ha però tremila persone in cassa integrazione. Questa è la fotografia del Viterbese a oggi.  Abbiamo poco da rallegrarci”.

Pochi gli spiragli di ripresa, dunque. “Non credo la situazione migliorerà. Le infrastrutture sono ferme a partire dallo stralcio della superstrada Civitavecchia-Orte o dalla Livorno-Civitavecchia. Se ci fossero collegamenti adatti potremmo sfruttare le bellezze del nostro territorio.

Abbiamo tante ricchezze che potrebbero salvare il Viterbese, ma senza strade e ferrovie possiamo fare ben poco. Anche a livello occupazionale. Oggi infatti trovare lavoro a Viterbo è una chimera: c’è solo cassa integrazione. Tutto è fermo e di conseguenza non ci sono crescita e sviluppo.

In tutto questo, per Turchetti, la manovra del governo non ha di certo dato una mano. “La posizione della Uil in merito alla manovra è molto negativa – afferma -. E’ un provvedimento che non crea sviluppo, ma aumenta la benzina, introduce l’Imu, imposta municipale unica, che va a gravare sulle famiglie italiane e l’addizionale regionale. A pagare così sono sempre i soliti: dipendenti e pensionati”.

Nessun aiuto da governo e ancora meno dalla Regione Lazio. “La Regione per il nostro territorio non fa niente. Anzi ancora peggio, perché taglia senza tenere conto delle esigenze. Anche a livello occupazionale non c’è nessun impegno per Viterbo. Non c’è stata una minima apertura o un minimo investimento che potesse portare al suo sviluppo. Solo tagli: alla cultura e alle infrastrutture. Intanto, però, pensano a introdursi i vitalizi“.

Il segretario fa sapere che la Uil non resterà ferma a guardare. “Continueremo a lottare – dice Turchetti -. Continueremo a sostenere le nostre posizioni. A livello territoriale, ci impegneremo con le istituzioni, perché come sindacati non abbiamo grandi poteri decisionali. Individueremo le priorità del territorio insieme a Cgil e Cisl, con i quali già collaboriamo anche insieme alle associaioni industriali. Bisogna avviare percorsi che possano portare alla realizzazione di infrastrutture. Senza Viterbo non può crescere. Chi viene a investire a Viterbo se ci vogliono due ore per arrivare a Roma?”.

Per Turchetti serve collaborazione, ma soprattutto un progetto per evitare che la situazione per il 2012 sia ancora più triste di quella dell’anno che si sta per chiudere. “La previsione per il nuovo anno è molto negativa per tutte le ragioni che che ho elencato sopra – conclude Turchetti -. Se  a livello centrale non si decide di fare una vera riforma fiscale non si andrà da nessuna parte. Occupazione, sviluppo e crescita devono essere i nostri punti di riferimento. Se si fanno solo tagli e non si crea niente per il futuro andrà sempre peggio“.

Paola Pierdomenico


Condividi la notizia:
3 gennaio, 2012

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR