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Bilancio di fine anno - Politica - Il 2012 si apre con due grandi dubbi: Marini ancora in sospeso tra le due cariche e l'aeroporto che è lettera morta

Rimpasti, attese e arsenico

di Giuseppe Ferlicca
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Il sindaco Giulio Marini

Giulio Marini

Nando Gigli

Nando Gigli

Laura Allegrini

Laura Allegrini

– Un anno all’arsenico per la politica viterbese.

L’anno dei rimpasti infiniti, delle corse dietro a un presidente del consiglio provinciale la cui nomina non arriva mai, l’anno del Marini farà il sindaco o il deputato? Con una certezza. Il 2012 si aprirà così come si è chiuso il precedente. Aspettando.

Intanto, che il primo cittadino di Viterbo decida. Acqua in bocca. Arsenico permettendo. Per fortuna la Provincia ha di nuovo il suo presidente del consiglio. Ci sono voluti sei mesi per rieleggere Piero Camilli. C’è il presidente, ma presto non ci sarà più la Provincia.

Qualcuno meglio di altri se ne farà una ragione. Sono gli assessori Paolo Equitani, Paolo Bianchini Giuseppe Fraticelli e Franco Simeone. Loro sanno già cosa vuol dire rinunciare all’incarico. Nella giostra della crisi tutta interna al Pdl, in cui c’è stato il tempo pure per formare un sotto gruppo del partito, sono stati destituiti da Meroi nel vano tentativo di far rinsavire i suoi.

Problemi di presidente anche nel Pd. Non riesce a nominarne uno, dopo la sofferta vittoria di Andrea Egidi alla segreteria provinciale.

2011, anno delle promesse (mancate) per il consigliere comunale e provinciale Antonio Fracassini, candidato a tutto. Dalla presidenza del consiglio a un assessorato in Comune, perfino a capo condomino del palazzo in cui vive. Il diretto interessato tira dritto e spera nel 2012.

E’ stato l’anno dei referendum e anche la Tuscia ha detto forte e chiaro quattro sì su acqua pubblica, nucleare e legittimo impedimento.

L’anno del voto in Comuni importanti. A Montefiascone con la rivincita di Cimarello (Pd), ad Acquapendente dove il sindaco uscente ha dimostrato di non essere un Bambini. A Marta riconfermata la Catanesi, ma lei non conferma la sua presenza nel Pd.

A Caprarola, dispiacere per il sindaco uscente Cuzzoli, vince il centrosinistra con Stelliferi. E sul lago di Bolsena, a Valentano, affonda l’amministrazione Saraconi. Si va al voto e pure qui vince il centrosinistra con Pacchiarelli.

Plebiscito a Corchiano (provincia di Sofia) per Battisti, unico candidato con risultato bulgaro.

2011, anno della primavera araba e dei profughi che arrivano anche nella Tuscia. A Montefiascone, ma non a Tarquinia. Dove voci di possibili gruppi in arrivo mettono in subbuglio la cittadina e il suo sindaco Mazzola.

Al comune di Viterbo movimenti da una parte e dall’altra. In giunta arrivano Contardo, Ubertini e Fattorini. Guerriero e Taglia salutano. Quest’ultimo passa a guidare Fli. Non senza qualche problema. Poi esce anche Giovanni Arena, diretto all’Arpa.

In consiglio entrano Milioni, Raggi e Turchetti che però dal Pdl passa subito alla Destra. E il partito del sindaco nei mesi perde due pezzi. Taborri passa all’Udc e Moltoni al gruppo misto, mentre dall’altra parte, avvicendamento in Sel: Innocenzi succede a Mezzetti.

Nell’Udc, Rodolfo Gigli nominato presidente di commissione in Regione, lascia il suo posto a palazzo dei Priori a Treta. 2011 anno di Cev e di Talete. Più nel bene che nel male.

Di strada ne è stata fatta molta in 365 giorni, ma pochi ricordano il progetto low cost del consigliere comunale Porciani per terminare la Trasversale, sponsorizzato dalla senatrice Allegrini, che dal canto suo durante l’anno ha avuto modo di sottolineare quanto i parlamentari a Roma soffrano la solitudine e di come un premier gay non possa rappresentare lo stile italiano.

La senatrice però non ha colpe, se non quella di scegliere con poca accuratezza da chi farsi intervistare.

Sul fronte trasversale qualche chilometro è stato fatto. Fino a Cinelli.

2011 anno istituzionale. Le massime cariche dello Stato a Viterbo, il presidente del Senato Schifani e quello della Camera Fini.

Poi diversi ministri, assessori regionali in visita. Generosi nel distribuire complimenti, un po’ meno quando si va sul concreto. Parole. Che volano al vento.

Mentre qualcosa che dovrebbe davvero volare, l’aeroporto, rimane lettera morta. Pazienza. C’è un altro anno. 365 giorni di promesse. Vecchie e nuove. Basta crederci.

Giuseppe Ferlicca


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1 gennaio, 2012

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