Riceviamo e pubbblichiamo – Costi della politica e il Pd. Nonostante il lavoro fatto in questi anni molti pensano che il Pd possa fare di più.
Ha ragione chi vede i suoi limiti, le sue incertezze nelle fondamenta culturali e nelle scelte sulla classe dirigente. Ecco, molti di noi vorrebbero trattare questi temi una volta per tutte, senza muovere scandalo, approfittando della campagna congressuale del Pd che si aprirà nella nostra provincia nei prossimi giorni.
L’Italia è intrappolata in una drammatica emergenza economica, sociale e democratica.
Il Pd, con trasparenza e generosità, ha approvato in parlamento una manovra economica pesantissima che imporrà sacrifici a categorie già colpite duramente dalla crisi.
Il Pd ha chiesto al Governo di fare di più sul terreno dell’equità e della coesione sociale.
Bersani ripete da giorni che i prossimi provvedimenti dovranno puntare l’attenzione su chi è in difficoltà, su chi rischia di perdere il proprio posto di lavoro, su chi rischia di vedere chiusa la propria attività e sulla lotta all’evasione fiscale.
Bersani ha anche aggiunto che il Pd è disponibile a un’iniziativa di riforma delle istituzioni e della politica che partendo dalla riduzione del numero dei parlamentari arrivi alla riforma elettorale. Una riforma complessiva che sappia distinguere tra i costi della politica e i costi della democrazia.
Ma nel Pd la pensiamo davvero tutti così?
Pensiamo che queste siano le priorità da discutere e da affrontare? Pensiamo tutti che serva riportare il dibattito pubblico e l’attenzione di tutti sulla condizione sociale ed economica del nostro paese, cercando magari di dare una risposta ai veri problemi dei cittadini, dei lavoratori, dei pensionati e delle imprese?
Da quello che si legge in questi giorni sui giornali della nostra provincia sembra di no, sembra che le priorità siano altre.
Alcuni dirigenti locali del Pd, certi di raccogliere qualche facile applauso, o qualche titolo in prima pagina, hanno pensato bene di canalizzare l’insoddisfazione, la rabbia e la disperazione di molti intorno al tema dei privilegi della casta.
Con il solito armamentario populista, questi non più giovani rottamatori, hanno proposto nientemeno che mobilitazioni contro i costi della politica. Hanno preferito con la loro iniziativa fare il verso a noti editorialisti, a comici che fanno comizi in rete o a novelli Savonarola viterbesi, in scarpe firmate e dotati di fiammeggianti auto.
Nessuno sottovaluta la rabbia di chi sta pagando gli errori di una politica che fatica a gestire le nuove domande, le fratture sociali, lo smantellamento di interi settori produttivi, l’enorme spesa pubblica.
E’ del tutto evidente che la politica e i partiti non possono perdere più tempo. Devono trovare la forza per agire, devono passare dalle parole ai fatti.
Ma per fare questo, non si possono smontare i muri portanti della casa. Per guadagnare qualche voto in qualche congresso di circolo, non si possono screditare le istituzioni, azzoppare i partiti e la loro credibilità.
I partiti sono uno degli strumenti più significativi per consentire a chi non ha risorse economiche di difendersi, di contare, di crescere. E’ folle chi pensa che la crisi si risolve penalizzando e delegittimando chi opera nel sistema politico.
Per invertire questo processo i partiti devono essere in grado di ricostruire una classe dirigente capace di leggere nella esperienza le tracce dei rischi e gli indizi delle opportunità.
La classe dirigente di un partito prospera e dura nel tempo oppure declina e muore, a seconda della sua capacità o incapacità di dotarsi di progetti intorno ai quali essa stessa prende forma e visibilità.
Il Pd, anche nella nostra provincia, ha bisogno di riprendere un rapporto continuativo e permanente con i soggetti più dinamici non per servirsene in occasione delle scadenze elettorali o delle primarie, ma per conoscere la realtà, capire il senso di marcia, per individuare la gerarchia dei problemi e adottare le soluzioni più adeguate.
Questa settimana inizieranno i congressi di circolo del Pd. L’augurio è che esca da questa stagione congressuale un nuovo gruppo dirigente aperto al confronto, in grado di apprendere, con la voglia di elaborare, valutare, progettare; uomini e donne positivi, dinamici tali da creare intorno a loro fiducia e sicurezza.
Un nuovo gruppo dirigente capace di rimuovere l’idea di chi pensa che la politica sia una lotteria, un gratta e vinci acquistato in una qualsiasi ricevitoria nella speranza di poter vincere un posto o qualche altro premio.
Una classe politica capace di valorizzare le aspettative diffuse sul nostro territorio e soprattutto capace di preparare il terreno per una ricandidatura del Pd alla guida delle principali istituzioni locali.
Se vogliamo uscire da questa campagna ostile che tutto uniforma dobbiamo ripartire dalla necessità di costruire un partito. Un partito vero. Un partito che discute e decide. Un partito che non può consentire a nessuno di offuscare la sua reputazione e la sua credibilità.
Luciano Pazzetta
Comitato provinciale Marta Leonori segretario
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la voto, si voterò alle primarie Marta Leonori, perchè è una giovane donna molto in gamba. non certo – con tutto il rispetto – perchè la sostengono Sposetti o Pazzetta… la voto perchè ho voglia che si cambi sul serio e penso che quelli che hanno fatto tutto debbano lasciare il posto a energie nuove e fresche
@luc matt: per risolvere i problemi penso sia fondamentale rinforzare le strutture che sono atte a tali pratiche…tirandoci solo feci gli uni contro gli altri non si arriva a nulla…Lo scopo della politica e’ governare, ma quando gli igranaggi sono inceppati, e’ giusto mettere un po’ di olio…l’indignazione deve essere costruttiva non distruttiva altrimenti perde di senso e di valore, perde lo scopo e diventa semplicemente massa rumorosa, informe ed amorfa….
si respira aria di elezioni ed eccovi tutti qua sfruttando tusciaweb per farvi un pò di campagna elettorale… E come al solito tanti bla bla bla e nessuna soluzione ai problemi…
egregio Pazzetta,
da umile operaio,me pare che famo tante chiacchiere…noi viviamo da anni nelle stesse condizioni..Mi pare di sentire VENDOLA,tante belle parole ,una analisi perfetta dei fatti….ma le soluzioni??? Come fa a cambiare la classe dirigente se sono loro che gestiscono,loro che decidono e gli altri succubi(consapevolmente a tutti i livelli e in tutti i partiti) del sistema?Prima risolviamo questo poi possiamo parlare di POLITICA
1° Non si tratta di smantellare i muri portanti della casa, ma di creare ambienti nuovi. Se i partiti non rinnovano le proprie strutture sono destinati al declino. Il partito non potra’ piu’ essere come cinquant’anni fa…la societa’ e’ cambiata e anche i partiti devono cambiare.
2°La classe dirigente di un partito o prospera o declina: sono anni che le classi dirigenti sono invariate, considerando tanto i meriti che i demeriti…
3° Rapporto con le realta’: i partiti, spesso, sono proprio fuori dalla realta’. In questo momento, alle persone “normali” poco gliene frega delle problematiche interne ai meccanismi di partito e sono anche poco avulsi alla comprensione….La priorita’ e fargli percepire che il partito e’ una struttura che pensa per i loro interessi.
4° Si puo’ essere vecchi a vent’anni e giovani a settanta…dipende dalla formazione del singolo e dalla preparazione che la struttura partito offre…
5° Per operare nel mondo del lavoro bisogna esserci: la sinistra sta pagando anni di latitanza…si deve tornare a stare sui luoghi di lavoro, se si vuole parlare di lavoro, riforme e futuro.
6° La libera iniziativa nel 2012 e’ simbolo di liberta’…come non esiste il pensiro unico (Dio grazie!!!) esistono le opinioni e ciascuno esprime le proprie. Le strutture di partito non possono piu’ ragionare al passato.
7° Niente mette piu’ paura del leader…anche perche’ quando viene meno, la struttura e’ destinata all’eclissi. E siccome questo e’ un concetto del 900, come tale e’sorpassato. La democrazia si esercita tra cittadini attivi che parteciapano alla gestione della res-pubblica. Se poi si vuole vivere nell’attesa del messia, accomodatevi pure…
Il mondo sta cambiando, anche i partiti debbono cambiare…per rinnovare l’esercizio della democrazia.
Dedicato ai partiti politici italiani, ma in particolare al Partito Democratico….