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Maltempo - Ferrovie - Angelo Conforti racconta la sua esperienza su Twitter e finisce sul Corriere della Sera

Viterbo-Roma, un’odissea al gelo per centinaia di pendolari

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Un treno

– Viterbo-Roma in treno, un’odissea per centinaia di pendolari.

Venerdì sera il treno della linea Fr3 Roma Ostiense-Viterbo ha causato non pochi problemi ai viaggiatori.

Molti di loro, oltre cento, sono rimasti bloccati a Cesano e hanno dovuto passare la notte nella caserma della Scuola di fanteria.

Alcuni sono stati portati la mattina presto dall’esercito a Bracciano e Anguillara. Quelli di Viterbo invece, 43 per l’esattezza, hanno raggiunto la città dei Papi solo intorno all’ora di pranzo quando sono partiti alcuni autobus militari preceduti da una pala meccanica che ha sgombrato le zone più pericolose dalla neve.

La Governatrice del Lazio, Renata Polverini, è intervenuta ieri con una nota per spiegare come è stata affrontata l’emergenza. “L’assistenza ai pendolari rimasti bloccati – dichiara la Polverini – è stata possibile possibile grazie all’intervento del prefetto che ha messo a disposizione uomini e mezzi, e seguita sul posto tutta la notte dall’assessore alla Sicurezza Giuseppe Cangemi”.

In campo anche gli uomini della Protezione civile che, come sottolinea la presidente della Regione Lazio “hanno portato coperte, bevande calde, pasti”.

La colpa del disagio secondo la Polverini è di Trenitalia. “L’azienda ferroviaria – ha sottolineato – non è stata in grado di spostare il treno di un chilometro per arrivare alla stazione. Abbiamo dovuto far camminare le persone nella neve per farle arrivare alla stazione”.

Di diverso avviso il capogruppo del Pd in consiglio regionale Esterino Montino.

“Da tre anni – ha dichiarato ieri Montino – è operativa una convenzione tra Trenitalia e Regione Lazio, che stabilisce, in caso di emergenze sulla rete ferroviaria e blocco di treni causati da qualsiasi ragione, l’intervento immediato e automatico degli uomini e dei mezzi della protezione civile regionale. La Polverini quindi deve ai cittadini una risposta e, quanto meno, le sue scuse”.

L’odissea di questi viaggiatori è stata raccontata in diretta su Twitter da uno di loro, Angelo Conforti, programmatore di 34 anni.

Come riporta il resoconto della sua esperienza su un articolo del Corriere della Sera, Conforti ha perso quattro ore alla stazione Termini con i treni annunciati e dopo un’ora annullati.

“Si fanno le 13 – continua il racconto -, in un attimo di distrazione il tabellone cambia idea, prossimo treno 14:36, poi alle 14.10 ricambia idea, 15:36 e infine 16:21 e nel frattempo la folla in attesa aumenta. Alla chetichella arriva un doppio treno (due treni collegati tra loro), con una motrice (spenta) in mezzo. Nessun annuncio, nessuna direzione, ma è chiaro vada “in là”. Saliamo e si parte”

Il viaggio però, continua l’articolo, si interrompe alla Storta. “Alla stazione veniamo avvisati del fatto che bisogna cambiare treno. Noi arriveremo al binario 2 e per un problema di scambi non possiamo procedere, ma possiamo salire su un treno (in attesa) sul tre. Arriviamo e saliamo. Poi attendiamo fino alle 17:15 per ripartire”.

Alle 18, poi, i passeggeri vengono fermati a Cesano. “Il treno intanto è fermo – si legge nel racconto di Conforti -, spengono anche il motore e il riscaldamento va e viene. Fino alle 20 freddo e gelo, poi il il riscaldamento riparte. Fino alle 22 si aspettano soccorsi che non arrivano”.

Verso le 23 ai passeggeri viene consigliato di proseguire a piedi perché la stazione è vicina meno di un chilometro e il treno non si riesce a muovere.

“Ma l’indicazione risulta sbagliata – aggiunge il pendolare -, due volontari ci fermano e ci dicono che la strada non è facile e ci consigliano di rimanere al caldo, nel treno dove intanto le emergenze si moltiplicano tanto che una ragazza viene soccorsa dal 118”.

Verso l’una i passeggeri vengono poi caricati su un treno che passa sul binario a fianco trainato da un altro locomotore diesel e dopo un’ora di attesa in stazione a Cesano Conforti sale su un mezzo della protezione civile insieme ad altri passeggeri della zona di Bracciano e arriva a casa ad Anguillara. Arrivo alle 2.30.

“I miei compagni di viaggio – conclude nel suo racconto riportato dal Corriere della Sera – resteranno invece ancora per ore nella caserma della scuola di Fanteria dei carabinieri a Cesano”.


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5 febbraio, 2012

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