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Inchiesta Asl, Ceccarelli dai pm

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La Cittadella della Salute, sede della Asl [4]

La Cittadella della Salute, sede della Asl

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Il sostituto procuratore Stefano D'Arma, che coordina l'inchiesta insieme al collega Fabrizio Tucci

Michele Di Mario [6]

Michele Di Mario

Ferdinando Selvaggini [7]

Ferdinando Selvaggini

Alfredo Moscaroli, ex presidente del cda della Isa [8]

Alfredo Moscaroli, ex presidente del cda della Isa

Inchiesta Asl, Ceccarelli dai pm.

Si è svolto mercoledì mattina l’interrogatorio di Massimo Ceccarelli in Procura.

L’ex delegato della Telbios Spa, società partecipata della Telecom, è comparso davanti ai pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci.

Motivo: rispondere alle nuove accuse contenute nell’avviso di conclusione del secondo filone dell’inchiesta Asl, in cui Ceccarelli è coinvolto.

Oltre all’ipotesi di corruzione, che lo ha fatto finire in manette prima a luglio [9] e poi a dicembre [10] 2009, a Ceccarelli è stato contestato un altro reato.

L’imprenditore, come scrivono i magistrati, avrebbe promesso assunzioni di personale gradito all’ex direttore generale della Asl Giuseppe Aloisio. Fatti che gli avvocati di Ceccarelli escludono categoricamente. Ed è per questo che l’ex delegato Telbios ha voluto incontrare i pm mercoledì: per ribadire la sua innocenza.

“Ceccarelli – spiega l’avvocato Franco Taurchini, che lo difende insieme al collega Massimo Meloni – voleva solo chiarire la sua posizione in merito alle nuove accuse che gli vengono mosse e dalle quali è completamente estraneo. Ceccarelli non ha mai assunto o promesso di assumere nessuno. Non era in grado di farlo. Ai pubblici ministeri, mercoledì mattina, abbiamo voluto dire questo“.

Il confronto, iniziato intorno alle 12, è durato all’incirca un’ora. L’accordo su un eventuale patteggiamento non è stato ancora raggiunto. “Prima di concordarlo – continua Taurchini – volevamo puntualizzare l’innocenza di Ceccarelli riguardo a queste nuove accuse. Per ora, non abbiamo presentato nessuna richiesta di patteggiamento. Se lo chiederemo, in futuro, lo faremo con l’idea che questa imputazione venga esclusa”.

Ceccarelli è stato arrestato due volte nel corso della maxiindagine sull’azienda sanitaria viterbese. Prima il 9 luglio 2009, insieme all’imprenditore Michele Di Mario [11] e al responsabile del Ced della Asl Ferdinando Selvaggini [12]. Poi, cinque mesi dopo, di nuovo con Selvaggini e l’allora presidente del cda della Isa Alfredo Moscaroli. L’accusa, in entrambi i casi, era quella di corruzione.

Il primo arresto riguardava la tangente da 15mila euro che Di Mario, titolare della Lte Srl, avrebbe consegnato a Selvaggini per l’appalto dei lavori di manutenzione dell’impianto di cablatura della Asl. Secondo le indagini, di quei 15mila euro, 5mila sarebbero andati a Ceccarelli, per il suo ruolo di intermediario tra Di Mario e Selvaggini. Ruolo che Ceccarelli avrebbe mantenuto anche in un secondo momento, quando a versare tangenti al posto di Di Mario, ci sarebbe stato Moscaroli [13]. Da qui, il secondo arresto dell’11 dicembre 2009.

Per questa sua attività di mediazione, la modalità di incasso della tangente era sempre la stessa: una consulenza affidata dalla Isa alla moglie per 60mila euro (5mila euro mensili).

Fu lo stesso Ceccarelli, durante i primissimi interrogatori, ad ammettere che la donna non aveva nessuna competenza in materia e che la somme erano destinate a lui per una sua non meglio definita opera professionale.

Stefania Moretti

 

 

 


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