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“Quello me lo mangio come una caramella”

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Piero Camilli [3]

Piero Camilli

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Paolo Gianlorenzo davanti alla procura

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Viviana Tartaglini

– Due mesi fa presentava un esposto contro Paolo Gianlorenzo, che si augurava la sua morte. Oggi, dopo l’indagine aperta sul giornalista, Piero Camilli (Pdl), una delle potenziali vittime di tentata estorsione, si dice tranquillo.

Al sindaco di Grotte di Castro, nonché presidente del consiglio provinciale, Gianlorenzo non fa nessuna paura. Il direttore dell’Opinione e la collega Viviana Tartaglini sono sotto inchiesta per tentata estorsione, truffa e falso, anche in seguito all’esposto in Procura di Camilli. “Un atto dovuto”, lo definisce il sindaco, dopo le terribili frasi che Gianlorenzo avrebbe detto sul suo conto durante una riunione di redazione.

L’invettiva contro Camilli è riportata parola per parola nella querela che sei redattori dell’Opinione hanno sporto contro Gianlorenzo, per vicende inerenti la cooperativa che realizza il giornale. Beghe interne che a Camilli, francamente, non interessano.

“C’ho da fare talmente tanto – spiega, stanco, al telefono – Gianlorenzo lo conosco a malapena. A gennaio, ho letto su un giornale che, durante una riunione privata, disse che io andavo ammazzato. Non potevo non rivolgermi alla magistratura”.

Ma perché tanto astio nei confronti di Camilli? Nella denuncia sporta dai colleghi di Gianlorenzo si parla di una centrale a biomasse che il sindaco si era impegnato a realizzare con gli editori di Gianlorenzo. Ma in seguito Camilli ha fatto dietro-front.

Avrei praticamente devastato il mio paese – afferma il sindaco – e non potevo permetterlo. Il progetto finale era diverso da quello che mi fu proposto inizialmente. Gli editori mi avevano cercato per fare questa centrale a biomasse usando, per il 10%, i fanghi del Cobalb, e per il 90% sottoprodotti dell’agricoltura. Ma quando, alla conferenza dei servizi, ho visionato il progetto, ho capito che si parlava di portare sul territorio più di 500mila quintali di fanghi provenienti da tutta Italia. E a quel punto ho detto no”.

Gianlorenzo, stando alla denuncia dei suoi colleghi, ha reagito con offese e minacce a Camilli che, riportate da un giornale locale, sono rimbalzate al diretto interessato, rivoltosi alla magistratura.

“L’ho fatto perché dovevo: quelle frasi sono pesanti, sconvolgenti e maleducate. Le sembra normale uno che dice: se trovate qualcuno che possa ammazzare Camilli, portatemelo? Non sono andato in Procura per paura di Gianlorenzo. Non scherziamo: Gianlorenzo me lo mangio come una caramella. Io ho solo difeso il mio paese. Ora ci penserà la giustizia”.


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