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Tribunale - 46enne a giudizio per estorsione e ingiurie

“Ritira la denuncia o ti ammazzo”

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Ingiurie, inizia il processo.

E’ cominciato ieri, davanti ai giudici del tribunale di Viterbo, il processo a L.C., pregiudicato napoletano 46enne.

L’uomo, difeso dall’avvocato Paolo Delle Monache, è accusato di estorsione e ingiurie nei confronti di Claudio Pezzini, l’antiquario bolsenese arrestato a settembre nell’operazione Lions, per ricettazione di opere d’arte, furto e usura.

In questo caso, Pezzini compare in veste di vittima. Tant’è che, ieri mattina, durante la prima udienza per ammettere le prove e incardinare il procedimento, si è costituito parte civile tramite il suo legale Vincenzo Dionisi.

L’episodio di cui l’imputato deve rispondere risale all’aprile 2010. Ma la storia inizia, in realtà, qualche mese prima. Precisamente a settembre 2009, quando il nipote 33enne di Pezzini denuncia L.C. per appropriazione indebita. Lui avrebbe reagito male. E un giorno, si sarebbe presentato al negozio di Pezzini e avrebbe minacciato il nipote con una pistola scacciacani, intimandogli di ritirare la denuncia.

Anziché tirarsi indietro, il nipote dell’antiquario torna dai carabinieri e racconta loro l’accaduto. Con lui c’è anche Pezzini che, presente al momento dei fatti, rende la sua testimonianza. Pochi giorni dopo, il 30 settembre 2009, scattano le manette per L.C, con l’accusa di estorsione. L’episodio apre la strada alle indagini per l’operazione Lions, che fa finire in arresto 11 persone, tra cui Pezzini, ancora in attesa di giudizio, e il nipote, la cui posizione viene archiviata.

L.C. finisce alla sbarra per la tentata estorsione al nipote dell’antiquario. Ma non finisce qui. Quando, dopo essere uscito dal carcere, sette mesi dopo, incontra casualmente Pezzini a Bolsena, se la prende anche con lui, sempre per quella vecchia denuncia. “Ritirala o ti ammazzo”, avrebbe detto all’antiquario che, invece, è andato dritto dai carabinieri come il nipote, a sporgere querela. L.C. finisce a giudizio un’altra volta, imputato in un processo separato da quello precedente.

Entrambi sono stati rinviati al prossimo 17 aprile, davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone, a latere Eugenio Turco e Rita Cialoni.


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7 marzo, 2012

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