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Soldi in cambio di manganellate mediatiche

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Paolo Gianlorenzo

Angela Birindelli [5]

Angela Birindelli

– Tentata estorsione. Truffa. Falso materiale. E ora, anche la corruzione, che spunterebbe come ulteriore ipotesi di reato a carico di Paolo Gianlorenzo.

Il giornalista è indagato dalla Procura di Viterbo insieme alla collega Viviana Tartaglini e all’assessore regionale Angela Birindelli.

Al centro dell’indagine le attività promozionali dell’assessorato all’Agricoltura affidato alla Birindelli. Tra queste, 18mila euro per una campagna pubblicitaria erogati dall’assessorato in favore dell’Opinione di Viterbo e Alto Lazio, quotidiano locale diretto da Gianlorenzo.

Che la Procura di Viterbo contestasse la corruzione – oltre alla tentata estorsione all’assessora, si sapeva già. Quello che non si sapeva, è che l’altro ingranaggio del meccanismo corruttivo ipotizzato dalla magistratura fosse il giornalista.

Lo schema che sembrerebbe prendere forma dalle indagini è semplice: da una parte il finanziamento dell’assessore al quotidiano; dall’altra, un giornale trasformato in manganello mediatico da utilizzare contro nemici come Francesco Battistoni, consigliere regionale e presidente della commissione Agricoltura.

L’investimento dell’assessora, in effetti, era apparso sin da subito, se non sospetto, quantomeno azzardato. Quei 18mila euro sono stati inspiegabilmente destinati a uno dei quotidiani meno venduti a Viterbo e provincia.

Del resto, valutare congruità e regolarità di quel finanziamento spetterà al pm titolare dell’inchiesta, Massimiliano Siddi, che continua a lavorare incessantemente sul caso, esploso dopo le denunce e gli esposti arrivati in Procura.

Tra le vittime della presunta tentata estorsione, oltre a Battistoni, anche il sindaco di Grotte di Castro Piero Camilli, entrambi tirati in ballo dallo stesso Gianlorenzo durante un’assemblea dei soci della cooperativa editrice del giornale. Alcuni dei quali avrebbero registrato il discorso tenuto in quell’occasione da Gianlorenzo, poi riportato nella querela che i sei redattori hanno sporto contro il giornalista, per vicende amministrative poco chiare riguardanti la cooperativa.

Gianlorenzo avrebbe definito Battistoni “un nemico” aggiungendo, però, che con lui “bisogna sta’ equilibrati perché ce po’ fa’ male. Non possiamo prende i soldi delle pubblicità eventualmente dalla Regione”. Quanto a Piero Camilli, “è un bandito nostro nemico – avrebbe continuato Gianlorenzo – e se possiamo ammazzarlo, e se qualcuno c’ha la possibilità di trovare qualcuno per ammazzarlo, portatemelo a me”.


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