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Tribunale - Dai Comuni richieste di risarcimento per 650mila e 730mila euro

Traffico di rifiuti, chiesti oltre trent’anni di carcere

di Stefania Moretti
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Il sostituto procuratore Stefano D'Arma

Il pm Franco Pacifici

Il sostituto procuratore Franco Pacifici

Alcuni degli avvocati che si occupano del caso

L'avvocato di Mario Rossi, Giovanni Labate

L'avvocato Giovanni Labate

L'avvocato Marco Russo

L'avvocato Marco Russo

L'avvocato Roberto Massatani

L'avvocato Roberto Delfino

L'avvocato Roberto Delfino

Oltre trent’anni di carcere chiesti, nel complesso, per 14 imputati.

Giro d’Italia arriva all’epilogo. Il più grande processo sul traffico illecito di rifiuti a Viterbo è ufficialmente entrato nella fase finale.

Ieri la requisitoria del pm Stefano D’Arma, servita per fare il punto su un’istruttoria dai grandi numeri: 14 persone alla sbarra (più una, deceduta tre anni fa) e una quarantina di parti civili.

Il processo, durato due anni, è scaturito dalla maxiinchiesta del 2005 “Giro d’Italia – Ultima tappa Viterbo”. Nome dovuto al percorso che i rifiuti avrebbero compiuto prima di finire in discarica: dal Nord Italia alle cave di Vetralla, Capranica e Castel Sant’Elia. Per un giro d’affari di due milioni e mezzo di euro.

Nel complesso, la pubblica accusa ha chiesto oltre 36 anni di carcere, con pene dai 9 mesi ai quattro anni. Queste ultime riservate, per lo più, agli amministratori e gestori di fatto delle società titolari delle discariche.

I magistrati Stefano D’Arma e Franco Pacifici hanno parlato di “tre grandi categorie di rifiuti”. Tutte incompatibili con la destinazione finale. O perché sprovvisti di analisi preventive che ne escludessero la tossicità. O perché i risultati delle analisi stesse erano stati alterati. O perché descritti, sulla carta, come sostanze di un certo tipo, mentre, in realtà, si trattava di tutt’altro. “Non contestiamo l’inquinamento – ha spiegato il pm -, ma il fatto che in quei siti sia stata fatta un’attività di illecito conferimento”. Per la Procura, in pratica, quei rifiuti non dovevano essere lì.

Subito dopo, spazio alle parti civili: Regione, Provincia, Wwf, Legambiente e i comuni delle cave.

Per Vetralla, l’avvocato Giovanni Labate ha chiesto una provvisionale di 650mila euro, per i costi delle operazioni di messa in sicurezza affrontati dall’amministrazione comunale dal 2006 in poi. 730mila euro il risarcimento voluto dal Comune di Capranica, rappresentato dallo stesso Labate e dal collega Feliziani.

Somme che, per i legali di parte civile, sono briciole in confronto al danno subìto, che gli avvocati sostengono si aggiri intorno ai cinque milioni di euro. Un dato che per la difesa va nettamente ridimensionato e che i legali sono sicuri di poter confutare.

Lo faranno alla prossima udienza del 18 aprile, quando la parola passerà agli avvocati dei 14 imputati.

 

Stefania Moretti


 


Le condanne chieste dal pm per gli imputati

 

1) Mario Bartoli: 4 anni

2) Sante Bartoli: 4 anni

3) Gabriele Borghi: 2 anni

4) Luigi Cardiello: 3 anni

5) Giuseppe Chiocchetti: 3 anni

6) Giuseppe Cignini: deceduto

7) Pierluigi Della Maggiora: 4 anni

8 ) Luca Duranti: 2 anni

9) Fabrizio Giraldo: 2 anni

10) Claudio Pace: 4 anni

11) Gabriele Rizzo: 1 anno

12) Giovanni Santini: 4 anni

13) Alessandra Siniscalchi: 9 mesi

14) Giuseppe Trebbia: 1 anno e 6 mesi

15) Moreno Tuccini: 1 anno e 6 mesi


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15 marzo, 2012

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