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Inchiesta casa dolce casa - Tangenti per occupare alloggi popolari, concessi i domiciliari al dipendente Ater

Iezzi lascia il carcere

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Antonio Iezzi

L'avvocato di Iezzi, Roberto Massatani

Ugo Vizzini

Arresti domiciliari per Antonio Iezzi.

Il dipendente Ater e assessore comunale di Capranica arrestato nell’inchiesta per le tangenti sulle case popolari ha ottenuto di poter uscire dal carcere.

Lo ha deciso il gip Franca Marinelli che, su parere favorevole del pm Paola Conti, ha accolto l’istanza dell’avvocato di Iezzi, Roberto Massatani, che aveva chiesto i domiciliari all’interrogatorio di garanzia di giovedì.

“Gli unici indizi di colpevolezza a carico di Iezzi sono le chiamate in correità degli altri due arrestati – spiega l’avvocato Massatani -. Sono solo loro due a fare il suo nome. Ma Iezzi non l’unico che sapeva quali alloggi popolari erano liberi e, quindi, occupabili. Un nutrito gruppo di persone poteva esserne a conoscenza. E’ un segreto di Pulcinella”. Lo stesso hanno detto, in mattinata, i vertici Ater, nella conferenza stampa cui hanno partecipato il direttore dell’azienda Ugo Gigli e la presidente Gabriela Grassini.

Iezzi, che ha lasciato il carcere ieri pomeriggio, era rinchiuso a Mammagialla dal 18 aprile, giorno dell’arresto eseguito da carabinieri e finanza nell’operazione Casa dolce casa.

Su di lui pende l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla concussione. Reato di cui devono rispondere anche gli altri due arrestati in fase di indagine, il 23enne Cesare Cataldi e il sindacalista del Sicet provinciale Ugo Vizzini, arrestati rispettivamente il 29 febbraio e il 21 marzo.

L’inchiesta del pm Paola Conti ha portato a galla un giro di tangenti in cambio dell’occupazione degli alloggi popolari. Un sistema in cui ognuno, per gli inquirenti, avrebbe avuto uno specifico ruolo. Iezzi sarebbe stato l’addetto a rintracciare gli alloggi liberi. Vizzini avrebbe, invece, reclutato gli inquilini disposti a pagare per avere una casa. E, infine, Cataldi avrebbe sfondato le porte degli appartamenti, per procedere all’occupazione.

Vizzini è ai domiciliari, come, da oggi, anche Iezzi. Cataldi, invece, ha solo l’obbligo di firma.


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23 aprile, 2012

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